Zaki: altri 45 giorni di carcere preventivo. Egitto-Al Sisi e i crimini contro l’umanità

da Remocontro, 3 marzo 2021

Lo studente Patrick Zaki dovrà restare ancora in carcere in attesa di processo. L’ong per cui lavorava ha riferito che allo studente egiziano dell’Università di Bologna sono stati inflitti altri 45 giorni di custodia cautelare. Rinvivi senza pudore da oltre un anno in carcere. Magistratura serva di leggi da dittatura sfacciata.

Vergogna giuridica e tortura di fatto

Gli avvocati dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani Eipr hanno appreso oggi della decisione assunta ieri dal Dipartimento terrorismo di rinnovare per 45 giorni la custodia cautelare di Patrick George Zaki, ricercatore dell’Iniziativa”, ha scritto sul proprio account Facebook l’ong.

Inquisitori killer

La difesa aveva chiesto la sua scarcerazione affinché potesse incontrare il padre ricoverato. Ma Patrick Zaki, lo studente egiziano arrestato più di un anno fa al Cairo di ritorno da Bologna, dovrà rimanere altri 45 giorni in carcere. Detenzione prolungata per l’ennesima volta

Amnesty, ‘accanimento crudele’

Su facebook gli attivisti del gruppo “Patrick Libero” hanno spiegato che Zaki ha ricevuto una visita della madre oggi nel carcere cairota di Tora dove ha potuto informarsi meglio sulle condizioni di salute del padre, mitigando l’ansia. Nessuna informazione invece sull’esito delle udienze e capisce che la sua detenzione è stata rinnovata quando vengono a prendere quelli che sono stati rilasciati senza picchiare alla sua cella.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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