YO-Yo

***di Massimo Marnetto, 23 gennaio 2021 – Il pettine è il mercoledì 27 Gennaio. Il nodo è la relazione del Ministro Bonafede sullo stato della giustizia. Dove tutti dovrebbero ascoltare i progetti per snellire (finalmente) il processo e abbattere gli arretrati che allungano le cause per anni. Ma invece no.

L’attenzione è minima su provvedimenti essenziali per la qualità della convivenza (lotta ai prepotenti del “e allora mi faccia causa!” che contano sui tempi infiniti della legge per non risarcire i danni) e per l’attrazione degli investimenti esteri (con le aziende straniere che guardano ai tempi di recupero giudiziale dei mancati pagamenti commerciali). Il piatto forte è il voto contrario che il Guardasigilli potrebbe subire, che equivarrebbe a una mozione di sfiducia per Conte. Con la conseguente caduta del Governo.

Ma davvero senatori senza un posto sicuro in un nuovo Parlamento (ridotto da 945 a 600 posti) sarebbero così contenti di lasciare il loro lauto stipendio? No di certo, ma adesso non possono farlo capire. Così è tutto un buttare oltre l’ostacolo cuori yo-yo con l’elastico per riprenderli un attimo dopo. Perché perde chi per primo scopre le carte e sostiene il Governo per conservare la scranno.

Così, occorrerà arrivare all’ultimo minuto, con l’adrenalina del burrone a pochi passi, per avere il colpo di scena: qualche irriducibile si asterrà, qualche inamovibile si assenterà, qualche indomabile scoprirà in extremis la priorità del “bene del Paese”… E ancora una volta vedremo che per molti peones alcune questioni sono di principio, ma trattabili.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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