Web-caporalato

***di Massimo Marnetto, 21 gennaio 2022

Il caporalato dell’e-commerce esiste. Sono circa 600 mila gli addetti che dipendono da piattaforme web (fonte: Ist. Naz. Analisi Politiche Pubbliche). Compresi i precari digitali che si camuffano da partite iva, ma che invece subiscono ritmi e condizioni di lavoro decise da altri, mediante un ”caporale” ben istruito: l’algoritmo. Un programma implacabile che – se non stai al gioco – ti retrocede in posizioni sempre più marginali di chiamata e guadagno.

E non è vero che le pizze le portano gli studenti per arrotondare, perché metà di questi ciclo-fattorini (e molti corrieri) con quei soldi ci campano. Ma male, perché non possono sposarsi, né chiedere un mutuo-casa, né tantomeno concedersi il lusso di un figlio. E se già ce l’hanno, lo tirano su con l’aiuto della pensione dei genitori. La precarietà sterilizza i giovani: diritti vuoti, culle vuote.

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