Watchdog su l’immigrazione e l’asilo. Ma che combinano le istituzioni?

Quello che su questi temi scottanti si fa e si discute in Parlamento, al governo e nei vertici europei non è accessibile al grande pubblico se non attraverso quel poco che riportano i media. “Lunaria” sta cercando di colmare questa lacuna. Venerdì 2 ottobre alle ore 11,00, nella sala stampa della Camera – via della Missione 2. – Watchdog presenta il dossier con le 98 proposte di legge presentate dall’inizio della legislatura e 286 atti parlamentari non legislativi presentati tra l’1 febbraio e il 5 agosto 2015 (nandocan)

Lunaria***da Cronache di ordinario razzismo, 29 settembre 2015 – Negli ultimi mesi le stragi che hanno coinvolto i migranti in arrivo dal Sud del Mediterraneo e l’intensificazione degli arrivi dovuti alle nuove fasi di destabilizzazione politica che stanno interessando la Libia, la Siria, l’Egitto hanno riportato al centro del dibattito pubblico e istituzionale le politiche migratorie, sull’immigrazione e sull’asilo.

L’evoluzione di questo dibattito è fortemente condizionata dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate dai membri del Governo e del Parlamento così come sono riportate sui media.

Maggiormente sporadica e meno sistematica è l’informazione fornita dai media mainstream sul dibattito istituzionale propriamente inteso, quello che si sviluppa nelle sedi a ciò deputate: il Parlamento (in Aula e nelle Commissioni), il Consiglio dei Ministri e i Vertici Europei (in particolare quelli dei Ministri degli Interni) che discutono di migrazioni e asilo.

Non esiste ad oggi un luogo di informazione specificamente dedicato, visibile e facilmente accessibile che dia conto degli atti ufficiali di carattere istituzionale relativi alle politiche adottate in questo ambito: proposte e disegni di legge, interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno parlamentari, atti conclusivi dei Consigli Europei.

Si tratta naturalmente di atti e documenti che sono disponibili sui siti istituzionali, la cui ricerca non è però agevole per i non addetti ai lavori.

Con Watchdog Lunaria inaugura un osservatorio specifico sul dibattito istituzionale per mettere a disposizione on line in un database facilmente accessibile tale documentazione. Un database raccoglie la normativa di riferimento e, a partire dal febbraio 2015, le interrogazioni, le interpellanze e gli ordini del giorno che scandiscono l’attività parlamentare in materia di immigrazione, asilo, lotta alle discriminazioni e al razzismo.  Brevi articoli offrono un contributo alla ricostruzione del dibattito istituzionale su questi temi.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

gtag('config', 'GTM-K2KB4MR', { 'send_page_view': false });
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: