Vita interiore, schizofrenia e nevrosi

***di Giovanni Lamagna, 11 agosto 2021

Chi vive una vita interiore si confronta continuamente con un Tu presente nell’Io, con quello che io definisco di solito “l’Altro da sé”. E la sua vita interiore è tanto più intensa ed avanzata quanto più questo dialogo tra l’Io e il Tu è intenso, fitto, profondo, costante.

Nella schizofrenia – e mi pare sia questa la sua caratteristica principale – il soggetto vive spesso e intensamente questo dialogo, ma il Tu non è vissuto come una parte del Sé, per quanto metaforicamente “Altro da sé”, ma come una parte esterna al sé, anzi estranea, perfino nemica. L’Altro da sé, quindi, non ha una funzione solo simbolica, ma è vissuto come persona reale (prodotto di un’allucinazione), in genere giudicante e persecutoria.

Possiamo allora dire che nella schizofrenia il dialogo tra l’Io e il Tu, che nella vita spirituale è tutto interiore, si trasferisce all’esterno, è il dialogo con una realtà (spesso simbolizzata da una persona immaginaria) vissuta (ovviamente in uno stato di allucinazione) come esterna a sé.

Nella nevrosi a me pare, invece, che avvenga qualcosa di opposto a quello che avviene nella psicosi schizofrenica. Nella nevrosi si manifesta una difficoltà dell’Io – più o meno grave, che può arrivare fino all’incapacità assoluta – di rapportarsi al Tu interiore, all’Altro da sé.

Nella schizofrenia il rapporto dell’Io con il Tu è talmente forte, intenso, coinvolgente, che il Tu, cioè l’Altro da sé, quasi si materializza, fino a diventare, per così dire, “reale”. Per lo schizofrenico il Tu, l’Altro da sé, non è più una parte di sé, tutta interna alla sua realtà psicofisica, ma diventa addirittura una realtà esterna, anzi estranea, anzi giudicante e, perfino, persecutoria.

Potremmo allora dire, paradossalmente, che nella schizofrenia la vita spirituale – caratterizzata dal rapporto stretto tra l’Io e il Tu – viene portata fino alle sue estreme conseguenze.Tanto è vero che il Tu si fa talmente presente da materializzarsi nelle allucinazioni.

Nelle nevrosi, invece, il Tu è praticamente assente o molto poco presente. L’io è ripiegato su se stesso, mi verrebbe di dire attorcigliato su stesso, più o meno gravemente cieco e sordo alla vista e alle parole dell’Altro. La nevrosi è, quindi, potremmo dire una malattia (più o meno grave) dello spirito. Forse, per certi aspetti, (azzardo una tesi paradossale) addirittura “spiritualmente” più grave della psicosi, almeno della psicosi schizofrenica.

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