Vigilia di Green pass, le preoccupazioni e la ministra intoccabile grazie a Salvini

da Remocontro, 14 ottobre 2021

La giornata più a rischio è quella di domani, quando scatterà l’obbligo di presentare il Green pass per poter accedere ai posti di lavoro. «Castellino non fermato per evitare ulteriori disordini», ha provato a giustificare la ministra Parlamento. «Sapevate e non avete fatto nulla», l’attacco facile da destra.
Qualcuno lo chiama ‘Paradosso Lamorgese, ministra a prescindere’. Perché è il bersaglio di Salvini, e quindi non removibile. Malgrado eventuali errori su cui sorgono dubbi anche a sinistra

Emergenza ordine pubblico

Al Viminale, il Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza in vista delle scadenze considerate «calde» delle prossime settimane. L’attenzione è centrata proprio sul 15 ottobre: «E’ una prova importante, con possibili disordini che possono avvenire ovunque», spiega in serata un funzionario dal Viminale. Ma il problema adesso è anche un altro, oltre alle violenza fasciste infiltrate strumentalmente nelle protesta No vax e no Green pass. Sarà in grado il ministero dall’interno di evitare che si ripeta la vergogna vista sabato a Roma? In una giornata come quella di domani potenziali disordini potrebbero sorgere ovunque.

I non vaccinati in divisa

Tensione diffusa ovunque, e impossibile spostare reparti di agenti da una regione all’altra come avviene normalmente, sottolinea Carlo Lania, «senza contare che oppositori al Green pass esistono anche tra le forze dell’ordine con 12.600 agenti che non hanno ancora trasmesso il passaporto verde». Domani, assenti anche loro dal lavoro? Luoghi particolarmente a rischio disordini sono considerati porti (oltre alla sfida aperta di Trieste), autostrade, grandi fabbriche, ma anche i trasporti pubblici.

Sabato minaccioso

Altra giornata segnata in rosso è quella di sabato. Oltre alla manifestazione dei sindacati contro l’aggressione fascista, in molte città anche i No Vax hanno già chiesto le autorizzazioni a manifestare. Verranno permessi solo sit-in o iniziative stanziali, comunque in luoghi lontani da sedi istituzionali e da possibili obiettivi sensibili. Ma può sempre spuntare un qualche Castellino a scatenare qualche manipolo di avanguardisti all’assalto.

Poi il G20 di fine ottobre

L’attenzione massima per le giornate del 30 e 31 ottobre, quando venti capi di Stato e di governo arriveranno a Roma per le giornate conclusive del G20.«Un appuntamento che può far gola ad antagonisti di ogni colore che potrebbero confluire nella capitale non solo da tutta Italia ma anche dall’estero», come già visto in molte altre occasioni e in molti altri Paesi.

‘La ministra a prescindere’

«L’insostituibile leggerezza del ministro Lamorgese», l’attacco frontale dell’HuffPost. «Si potrebbe chiamare il paradosso Lamorgese, ministro a prescindere. Perché è il bersaglio di Salvini, e quindi non removibile. Malgrado i suoi errori, che iniziano a far breccia anche nel centrosinistra», sostiene Stefano Bardolini. Chiamata al Viminale da Mattarella per “spoliticizzare” il dicastero dell’Interno dopo mesi di campagna elettorale permanente del predecessore Salvini. Che ora parte critica del governo, ha più volte chiesto la sua sostituzione, rendendola politicamente intoccabile, assieme a tutto il governo Draghi.

Ma gli inciampi ci sono

L’assalto non fermato per prudenza alla sede della Cgil, di cui già abbiamo detto. Eppure era stata la stessa Lamorgese a lanciare l’avvertimento: «C’è un rischio alleanza tra estremisti e No Vax”, aveva detto a Giovanni Bianconi sul Corriere giusto il 21 settembre scorso». L’allarme non seguito dai fatti, anche se qualcuno chiama in causa il prefetto di Roma Piantedosi, già capo di gabinetto di Salvini. Ma la responsabilità politica resta tutta e comunque del ministro.

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: