Vaccino dell’obbligo per la scuola e poliziotti no vax disarmati. Banda di falsi pass, arresti e denunce

da Remocontro, 14 gennaio 2022

Personale scolastico e del soccorso pubblico, forze dell’ordine, militari e agenti di polizia locale, penitenziaria e servizi segreti. Oggi il giorno dell’obbligo vaccinale per due milioni di persone, oltre all’appuntamento per i V-day per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, con vaccinazioni da domani.
L’obbligo vale per l’intero ciclo vaccinale, quindi prima e seconda dose, e alla scadenza dei nove mesi (la validità del Green pass) anche per la terza.

Gli irriducibili

Tra le categoria da tempo vincolate alla vaccinazione anche a tutela della salute altrui, da oggi obbligo imperativo, con la percentuale di adesione alla campagna che è stata molto alta, superiore alla media nazionale. Tuttavia il numero degli irriducibili no-vax non è trascurabile, specie se si considera che si tratta di lavoratori che svolgono servizi essenziali, segnala l’agenzia Ansa.

Sospensione dal servizio e dallo stipendio

Ora le scappatoie sono davvero poche, se non truffaldine praticamente nulle, e l’inadempienza porterà all’immediata sospensione del servizio e dallo stipendio. A mitigare la severità e dare spazio a tardive ‘redenzioni’, non ci saranno ricadute disciplinari (almeno ufficiali),e il rapporto di lavoro sarà conservato. Gli agenti di polizia sospesi saranno anche disarmati.

La ministra oltre la privacy

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese promette un attento monitoraggio contro i ‘furbetti’. Superati i limiti posti dalla legge sulla privacy, “oggi la necessaria verifica è posta in carico dei datori di lavoro”. Obiettivo reale, un’ulteriore spinta ad aderire alla campagna di immunizzazione. E i numeri sembrano dar ragione alla ministra. A metà novembre c’erano 7mila non vaccinati su 97mila poliziotti. Nell’ultimo mese il numero si è quasi dimezzato a 4mila. Su 37mila agenti della penitenziaria, da fonti sindacali, i non vaccinati sono un migliaio.

Il capo della polizia

Una circolare firmata dal capo della Polizia, Lamberto Giannini, specifica che con il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale verranno temporaneamente ritirati tessera di riconoscimento, placca, arma in dotazione individuale e manette. Il personale “dovrà presentare la documentazione” e, in caso di inadempienza, “dimostrare entro cinque giorni l’avvenuta vaccinazione, l’esenzione o la prenotazione della dose, da effettuarsi entro 20 giorni, nell’attesa il dipendente potrà continuare a prestare servizio con il green pass ‘base’, cioè anche con tampone”.

Non per convinzione ma per soldi

Difficile per i no-vax, ora, evitare di perdere lo stipendio. Tra i destinatari dell’ “invito” figurano anche coloro che sono in congedo straordinario per malattia e chi ha chiesto l’”aspettativa per infermità” successivamente all’entrata in vigore del decreto che ha imposto l’obbligo. E’ fatto salvo, invece, chi si trova in congedo di maternità o paternità, o in aspettativa per motivi di famiglia.

Scuola, presidi investigatori

Per il personale scolastico i controlli saranno responsabilità dei presidi, che si avvarranno di una “Superapp”, che consente l’interoperabilità tra il Sistema Informativo dell’Istruzione (Sidi) e il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate. Se al controllo il dipendente risulta “non in regola, sarà cura del Dirigente Scolastico verificare con il soggetto interessato l’eventuale esistenza di una valida giustificazione”, se cioè si tratta di una persona guarita dal Covid o esente.

Prima di Natale, regalo del 90%

Tra nuove disposizioni e Super Green pass, si dovrebbe arrivare prima di Natale a una copertura del 90% del popolazione over 12. Oggi al via formale le somministrazioni per i vaccini dei più piccoli, tra i 5 e gli 11 anni, una platea potenziale di 3,6 milioni di bambini. L’avvio di fatto da domani. Corre anche la somministrazione delle terze dosi, già oltre il 59% di coloro che hanno ultimato il ciclo vaccinale dal almeno 5 mesi.

Green pass falsi con dati rubati alle farmacie

Banda di 15 hacker sottraeva le credenziali di accesso alle farmacie per poi accedere ai sistemi sanitari regionali per produrre i certificati venduti attraverso la Rete. La banda criminale operava a Napoli, ma i certificati contraffatti erano poi commercializzati in tutta Italia attraverso pagine web. I green pass erano stati generati accedendo ai sistemi sanitari di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto. Centoventi, in questa fase delle indagini, le certificazioni taroccate che sono state individuate.

Le tecniche degli hacker

Come riuscivano gli hacker a rubare i codici? Inviavano mail che simulavano quelle istituzionali del sistema sanitario. E i titolari dei codici erano indotti a collegarsi a un sito web identico a quello ufficiale. E qui digitavano codici che poi i criminali utilizzavano per i falsi green pass. L’altra tecnica era attraverso servizi di chiamata Voip internazionali, il vero numero di telefono di chi chiamava camuffato come quello del sistema regionale. E un finto tecnico della Regione induceva il farmacista a installare nel proprio pc un software di assistenza. Che altro non era che un programma che permetteva agli hacker di rubare codici.

Raggiro e no vax truffaldini

La banda aveva anche iniziato a produrre i «Super Green pass», venduti a persone che non erano mai state vaccinate. Gli acquirenti dei certificati taroccati sono stati individuati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento. Le perquisizioni hanno interessato i 15 indagati e i 67 clienti che al momento sono stati individuati, in attesa di denuncia formale –reato penale-, e altre pesanti conseguenze.

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