Vaccini, Ue arrabbiata: più consegne o export bloccato. Mondo: Brasile ecatombe, Usa più vaccinati che contagiati

da Remocontro, 10 marzo 2021

Torna a salire la tensione tra Commissione europea e produttori di vaccini. Johnson and Johnson non ha abbastanza dosi, AstraZeneca ritarda e Sputnik contesta le tappe per l’approvazione e produrrà anche in Italia. Coronavirus nel mondo: oltre i 2,6 milioni di decessi. Brasile, quasi duemila morti in un giorno, Stati Uniti, ancora record di vittime al mondo ma adesso, più vaccinati che contagiati.

I vaccini e i mercanti disonesti

Johnson and Johnson, che ancora non ha l’approvazione ufficiale dall’Ema (forse domani), già informa che non consegnerà nei tempi giusti i 55 milioni di dosi scritte nel contratto. Mercanti disonesti, ma non soli. AstraZeneca: diversi paesi dell’Unione dopo l’Italia si apprestano a bocciare le richieste di export extra-Ue della casa anglo-svedese. Trucco sporco: «AstraZeneca starebbe mantenendo in magazzino diverse dosi del suo preparato in attesa che spiri il Meccanismo Ue sul controllo delle esportazioni», scrive d’Argenio su Repubblica. Bastardi, è l’epiteto meritato. Ma la Commissione allungherà la durata dei controlli

Contratti truffaldini, e allora Sputnik

Linea dura dell’Ue: «fino a quando non rispetterà gli obblighi contrattuali sulle consegne, le capitali in accordo con Bruxelles respingeranno le richieste di vendere fuori dall’Unione le dosi prodotte negli impianti nel nostro continente». Vaccino russo e quelli cinesi all’orizzonte. Intanto il vaccino russo Sputnik sarà prodotto in Italia da luglio. Nota Ansa di ieri : “10 milioni di dosi entro il 2021′ promette la Camera di commercio italo-russa. Il primo accordo di questo genere in Europa”. Ad ogni modo, se e fino a quando il preparato di Mosca non entrerà nel programma vaccinale Ue, le autorità nazionali potrebbero approvare d’urgenza il vaccino russo come fatto ad esempio dall’Ungheria bypassando l’Ema.

Coronavirus mondo: Brasile, duemila morti in un giorno

I decessi provocati dal coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 2,6 milioni dice la Johns Hopkins University. 2 milioni e 608mila morti a causa del Covid-19 e contagi a quota 117 milioni e mezzo. Brasile del negazionista Bolsonaro: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.972 decessi, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. In tutto sono quasi 270 mila i morti nel Paese latinoamericano, secondo al mondo dopo gli Usa.

Israele quasi immune, palestinesi no

Gli ospedali palestinesi sono strapieni e le unità di terapia intensiva operano al 100% della loro capacità in alcune zone della Cisgiordania: è l’allarme lanciato dal premier palestinese, Mohammad Shtayyeh, di fronte ai gravi effetti dell’epidemia di coronavirus nei Territori occupati. “La percentuale di occupazione degli ospedali in alcune aree ha raggiunto oltre il 100%. Il numero dei pazienti sta aumentando quotidianamente, come quello dei morti, costringendoci a prendere misure rigorose, dirette e senza precedenti”, ha spiegato il leader palestinese da Ramallah.

Più vaccini che contagi. Usa, il grande sorpasso

America è al giro di boa, annunciano dagli States. «Dopo aver mantenuto a lungo il triste primato di Paese con più positivi al mondo (29.746.138), qui il numero di immunizzati supera finalmente quello di chi ha contratto il virus». 31,3 milioni i già pienamente vaccinati, il 18,1 per cento della popolazione e 61 milioni quelli che hanno ricevuto almeno la prima dose: un totale di 92,1 milioni di parzialmente protetti, un terzo degli aventi diritto.

Pure Donald e Melania Trump si sono vaccinati: ma in privato, per non dare l’esempio.


Intanto il Centro per la prevenzione malattie Usa, ha diffuso le prime linee-guida per chi ha completato l’iter, ammettendo tra immuni visite e abbracci senza mascherine.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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