Vaccini senza brevetto, generosità e malizie: Usa per frenare Russia e Cina, Germania contro

*da Remocontro, 7 maggio 2021

L’apparente altruismo generoso sui brevetti dei vaccini e le mille malizie e interessi contrapposti che fermeranno o annacqueranno. Il presidente statunitense guarda all’India e al Sudafrica futuri possibili produttori di vaccini free. Per contrastare la diplomazia del farmaco di Pechino e Mosca, ipotizza qualche sospettoso. Mentre da Berlino, a sorpresa ma non troppo i dubbi di Angela Merkel. Forse vuole spiegare a Biden che non si possono minacciare sanzioni contro il gasdotto strategico altrui, il Gulf Stream 2, e poi applaudire alla redenzione Usa del dopo Trump ma sempre a prioritario interesse statunitense. 

Gli ingenui applausi del mondo

Per ora la presa di posizione di Joe Biden su una sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini anti Covid – ma solo quelli certificati delle autorità sanitarie occidentali – non ha effetti concreti nei negoziati in corso al Wto. La proposta non è stata formalizzata e si accavallano scontri di interessi e sospetti strategici anche peggiori. Il presidente statunitense, sospetto amico dell’India per contrastare la Cina, immagina nuovi produttori planetari amici per contrastare la diplomazia del farmaco di Pechino e Mosca. Mentre Berlino -sussulto Merkel prima dell’addio – dice no. Di fatto è la Germania a reggere con la sua industria farmaceutica l’attuale fabbisogno europeo.

L’Ue sino a ieri compatta

Finora l’Ue aveva mantenuto una rigida opposizione alla moratoria in sede Wto. «Il cambio di passo imposto dagli Usa ha spiazzato inizialmente la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che rimanda ogni decisione dei 27 al vertice sociale dell’Ue che si apre oggi a Porto», spiega Andrea Capocci sul Manifesto. Rinvio a prendere tempo,  dopo che, sul piano dell’immagine, la mossa di Biden è  riuscita a restituire agli Usa la leadership morale in piena crisi pandemica. Ulteriore imbarazzo per Ursula  Von del Leyen, il no ufficiale tedesco alla proposta, costretta a cercare di mediare: «Siamo disponibili a discutere la proposta degli Usa» ha detto.

G20 della salute del 21 maggio

G20 del 21 maggio con l’Italia presidente di turno e padrone di casa, la questione brevetti non è nell’ordine ma certamente si imporrà per forza. Pressioni su Draghi perché inserisca il tema nell’agenda del summit. Il premier evita di nominare i brevetti parlando di vaccini, anche se più vicino a Macron che a Merkel del forte rifiuto. «Il fattore limitante nella produzione dei vaccini sono le capacità di produzione e gli alti standard di qualità, non i brevetti», sostiene Berlino, non del tutto a torto. Anche dalla Cina la mossa statunitense è ricevuta con scetticismo: «Una strategia politica con cui gli Usa intendono ripristinare la loro pessima reputazione», rilancia in casa Usa Pechino.

Critiche dalla case farmaceutiche

L’ad della Pfizer ha definito la moratoria sui brevetti una «promessa vuota»: «Non ci sono impianti nel mondo che possano produrre vaccini a mRna, al di là di quelli che possiamo costruire noi». «I governi continueranno a comprare le nostre dosi di vaccino per anni anche se i brevetti saranno sospesi», spiegano dall’altra azienda produttrice di Moderna, in quanto le società concorrenti incontreranno molti ostacoli nel mettere a punto la produzione su larga scala. E a Wall Street, i prezzi delle azioni delle due aziende dopo un crollo iniziale hanno recuperato terreno e già nel pomeriggio di ieri registravano cali tutto sommato contenuti entro l’1,5%.

Brevetti gratis senza industrie per farli?

L’India che muove l’America. Uno dei leader mondiali nella produzione di vaccini in grado di esportarne nel mondo intero. Eppure l’India ha vaccinato solo il 2% della sua popolazione contro il 50% degli americani, e non è questione di brevetti ma di burocrazia incompetente e corrotta e logistica sanitaria catastrofe. E dal fronte Big Pharma l’accusa facile a Biden di ‘teatro politico’, a fini di politica estera. Aiutare Modi e inseguire e battere Cina e Russia che hanno bruciato le tappe per offrire i loro vaccini all’estero. La diplomazia del vaccino, dopo la paura del virus arma strategica.

I no di Merkel a Biden, sfida da seguire

Quello sui brevetti dei vaccini non è il primo ‘no’ di Merkel a Biden. La cancelliera non ha accolto la richiesta americana di rinviare la firma dell’accordo sugli investimenti tra Ue e Cina, e ha respinto anche ‘l’invito’ di Washington a non completare il progetto di gasdotto dalla Russia alla Germania Nord Stream 2 che sarà completato già in estate. «E Angela Merkel non sarà al vertice in Portogallo a benedire la nuova svolta indiana, intrapresa dall’Europa per interessi strategici molto cari a Washington: sottrarre Nuova Delhi alla sfera di influenza cinese», come rileva Angela Mauro sull’UffPost.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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