Vaccini anti-Covid, nel mondo c’è chi può e chi no

da Remocontro, 25 marzo 2021

Un dossier del New York Times: per ricevere l’immunizzazione bisogna vivere nel posto giusto o conoscere le persone giuste. I giovani in Israele, Mississippi e Shanghai sì, gli over 80 in Kenya e Corea del Sud no. Sì i parlamentari statunitensi e gli amici del presidente in Perù, ma non un poliziotto nel Regno Unito. «La distribuzione dei vaccini è disuguale, iniqua e pericolosa», spiega Gavin Yamey, direttore del Centro per lo studio dell’impatto delle politiche sanitarie globali dell’Università Duke

Vaccino, vivere nel posto giusto o conoscere le persone giuste

Un dossier del New York Times. «I giovani in Israele, Mississippi e Shanghai sì, gli over 80 in Kenya e Corea del Sud no. Sì i parlamentari statunitensi e gli amici del presidente in Perù, ma non un poliziotto nel Regno Unito. “La distribuzione dei vaccini è disuguale, iniqua e pericolosa”, spiega Gavin Yamey, direttore del Centro per lo studio dell’impatto delle politiche sanitarie globali dell’Università Duke. Per essere vaccinati nel mondo bisogna vivere nel posto giusto e conoscere le persone giuste, come rivela questo dossier», rilancia Repubblica.

Paradossi salvavita e vite da buttare

Un sedicenne in Israele può ricevere un vaccino. Anche un sedicenne in Mississippi. E anche un diciottenne a Shanghai. Ma un settantenne a Shanghai no. E nemmeno un ottantenne in Kenya. E nemmeno un novantenne in Corea del Sud. Nessuno può ricevere un vaccino ad Haiti. Nessuno in Papua Nuova Guinea.
Anche in Italia abbiamo qualche problema di vaccinazione, ma non ad escludere gli anziani. A causa della bassa disponibilità di dosi, in molti Paesi i vaccini sono stati riservati esclusivamente agli operatori sanitari e alle persone che lavorano a contatto con il pubblico, lasciando fuori gli anziani.
I coreani con più di 75 anni potranno essere vaccinati solo dopo il 1° aprile. Per il momento, soltanto gli operatori sanitari e i residenti e i dipendenti delle case di riposo stanno venendo vaccinati. Il Governo inizialmente diceva che stava aspettando rassicurazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino di AstraZeneca per i gruppi d’età più avanzata.

Molti Paesi stanno ancora aspettando le prime dosi

Non era così che sarebbe dovuta andare: Covax, l’iniziativa mondiale per la condivisione dei vaccini, avrebbe dovuto prevenire iniquità nella distribuzione dei vaccini negoziando accordi a nome di tutte le nazioni partecipanti. I Paesi più ricchi avrebbero dovuto acquistare le dosi attraverso la Covax e quelle più povere avrebbero dovuto riceverle gratuitamente. Ma le nazioni ricche hanno rapidamente fatto saltare il programma stringendo accordi diretti con le compagnie farmaceutiche. In molti Paesi hanno prenotato dosi sufficienti a immunizzare più volte tutta la popolazione.

Privilegio soldi o cultura

Chiunque possa permettersi uno smartphone o una connessione internet e abbia più di 60 anni può ricevere un vaccino in India. A Nuova Delhi e a Mumbai gli ospedali hanno denunciato che a farsi vaccinare sono soprattutto gli indiani benestanti, perché per prendere un appuntamento di solito bisogna registrarsi online. Meno della metà della popolazione indiana ha accesso a internet e sono ancora di meno quelli che possiedono uno smartphone.
E anche tutti quelli che sono in grado di pagare 13.000 dollari per andare negli Emirati Arabi Uniti per tre settimane, hanno più di 65 anni e possono dimostrare di avere una patologia.
Un’agenzia di viaggi inglese che si rivolge a una clientela di lusso ha offerto pacchetti vaccinazione all’estero e dei ricchi che sono andati negli Emirati hanno ammesso di essersi fatti vaccinare laggiù.

Clienti e potenti

Possono farsi vaccinare i parlamentari statunitensi. Gli amici del sindaco a Manaus, in Brasile. I parlamentari in Libano. La famiglia allargata del viceministro della salute in Perù. Gli alleati del Governo con accesso alla cosiddetta “clinica di immunizzazione per Vip” in Argentina.
Un fumatore in Illinois può averlo. Ma un fumatore in Georgia no.
Una donna incinta nello Stato di New York sì. Ma una donna incinta in Germania no.
Le donne incinte erano escluse dalle sperimentazioni cliniche e questo ha indotto molti Paesi a escluderle dai gruppi con accesso prioritario ai vaccini. Alcuni esperti sostengono che i rischi del covid-19 per le donne incinte sono maggiori di qualsiasi danno potenziale provocato dai vaccini.

I dati sono aggiornati al 18 marzo 2021, e raccolti sul New York Times da Allison McCann e Lazaro Gamioc.

COVID E VACCINI IL MONDO

Brasile: 3.251 morti in 24 ore

Non si arresta la discesa agli inferi del Brasile di Bolsonaro. 3.251 morti in un giorno a causa del nuovo coronavirus, 300 mila vittime senza accenni di contenimento. Ma secondo le autorità locali si tratterebbe di una cifra sottostimata in quanto centinaia di decessi sarebbero avvenuti senza la possibilità di una diagnosi, col sistema sanitario travolto.

Oms, terza ondata: tra 15 e 21 marzo contagi in risalita (8%)

L’incremento più evidente delle infezioni si è rilevato nel Sud-est asiatico (+49%), nel Pacifico occidentale (+29%) ed in Europa (+13%), mentre le Americhe hanno registrato un calo del 5% e l’Africa del 3%. Il numero di casi in Europa è aumentato di oltre 1,4 milioni nel periodo segnalato, mentre i decessi sono aumentati di 21mila unità. Il Brasile (oltre 508.000 nuovi casi) rappresenta la maggior parte dei casi registrati tra il 15 e il 21 marzo, seguito da Stati Uniti (oltre 374.000), India (oltre 240.000), Francia (oltre 204.000), Italia (oltre 154.000), Polonia (oltre 151.000), Turchia (oltre 126.000), Germania (oltre 90.000), Ucraina (oltre 85.000), Repubblica Ceca (oltre 70.000), Russia (oltre 66.000) e Giordania (oltre 57.000).

Il vaccino cubano da giugno

Cuba prevede di iniziare la sua campagna di vaccinazione contro il coronavirus a giugno con uno dei suoi vaccini interni e di aver immunizzato metà della sua popolazione entro agosto. Il paese ha due candidati vaccini, Soberana 2 e Abdala, in fase 3, l’ultima prima dell’approvazione. Se uno dei due raggiunge l’approvazione finale, sarebbe il primo vaccino Covid progettato e prodotto in America Latina.

Cina, Shanghai offre vaccinazioni a residenti stranieri

La città di Shanghai offrirà vaccinazioni contro la Covid-19 ai residenti stranieri. Lo hanno annunciato le autorità locali nella tarda serata di ieri, 23 marzo. Shanghai è la prima città della Cina a mettere a disposizione i vaccini alla popolazione non cinese. L’assunzione del vaccino costerà alle persone senza assicurazione 100 yuan (20 dollari). La città di Pechino questa settimana ha iniziato a offrire vaccini a giornalisti e diplomatici stranieri.

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: