Usa-Russia sicurezza in Europa, pace rinviata, ma litigando si continua

da Remocontro, 14 gennaio 2022

Otto ore di trattative tra la delegazione americana e quella di Mosca senza risultato ma anche senza rompere, la sintesi del Corriere. «La Russia dice agli Stati Uniti che non ha intenzione di invadere l’Ucraina e accetta di continuare a parlare». Analoga versione su quei colloqui blindati da parte del New York Times: «Dopo una giornata di intensi colloqui, i funzionari russi hanno affermato che continueranno le discussioni con gli Stati Uniti».

Agree to disagree

«Per il momento, Stati Uniti e Russia concordano sul loro disaccordo.

Otto ore di colloqui, più una cena privata sulle rive del Lemano la sera precedente, confermano che Washington e Mosca restano lontani da ogni prospettiva di soddisfare le reciproche preoccupazioni di sicurezza. Ma nella «città della pace» qualche rassicurazione, gli inviati della Casa Bianca e del Cremlino se la sono scambiata e soprattutto hanno deciso che la partita va avanti. Una delle più significative è che Sergeij Riabkov, viceministro degli Esteri e capo della delegazione russa, abbia detto che il Cremlino non ha alcun piano per invadere l’Ucraina: ‘Non ci sono ragioni per uno scenario di escalation’».

New York Times

With Russian troops massing along Ukraine’s borders, American and Russian diplomats made clear after an intense round of negotiations on Monday that while the two sides would keep talking, they remain far from agreement on meeting each other’s security concerns.

Con le truppe russe ammassate lungo i confini dell’Ucraina, i diplomatici americani e russi hanno chiarito che, sebbene le due parti continueranno a parlare, rimangono lontane dall’accordo sul soddisfare le reciproche preoccupazioni di sicurezza.
«Colloqui difficili, lunghi, molto professionali, concreti, profondi, senza tentativi di evitare i punti più controversi» ha dichiarato Sergei A. Ryabkov, vice ministro degli Esteri russo dopo l’incontro. «Avevamo la sensazione che la parte americana prendesse molto sul serio le proposte russe e le studiasse a fondo».

La Nato in Ucraina

Ma Wendy Sherman, che guida il team statunitense, ha subito messo in chiaro che alcune delle proposte formulate dal Cremlino «sono per noi un non inizio». La partita Nato Ucraina, che poi è in centro di tutto.
La doppia richiesta russa che l’Ucraina non entri mai nella Nato e che sia l’Alleanza che Washington ridimensionino il livello della loro cooperazione militare con Kiev. «Non ammetteremo alcuna fine alla politica delle porte aperte, che è sempre stata centrale per la Nato. E non rinunceremo a cooperare con i Paesi sovrani che vogliono lavorare con noi», ripete la diplomatica americano sulla linea dura, come d’obbligo all’inizio di un difficile mercato di dare avere.

Rassicurazioni Usa all’Ue esclusa

«Toccando un tasto molto sensibile per gli europei, che insistono per essere parte della trattativa globale tra Usa e Russia sull’Europa, Wendy Sherman ha aggiunto che ‘non prenderemo alcuna decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina e sull’Europa senza l’Europa’».

Contrapposizioni d’avvio: la sostanza?

Superata la recita obbligata dei ruoli contrapposti, accenni di trattativa reale. Wendy Sherman ha definito questo inizio «una discussione per capirsi meglio e capire le rispettive priorità, ma non esattamente un negoziato». Insegue il russo Riabkov: «Il tono dei colloqui mi rende più ottimista, ma le questioni principali restano aperte e non vediamo da parte americana la comprensione della necessità di una decisione che ci soddisfi».

La Russia letta in americano

«La Russia insiste sul fatto che le sue richieste vanno ben oltre il controllo degli armamenti e implicano un completo ridisegno della mappa della sicurezza in Europa, che secondo il Cremlino l’Occidente ha imposto a una Russia debole dopo il crollo dell’Unione Sovietica», scrivono Anton Troianovski, David E. Sanger e Michael Crowley sul NYT. Con un ripasso monito di cronaca recente. «Se la Russia non ottiene ciò che vuole, ha affermato il mese scorso il presidente Vladimir V. Putin, il Cremlino è pronto a ricorrere a mezzi militari per raggiungere i suoi obiettivi».

Nessuno vuol morire per Kiev

I colloqui di Ginevra sono la prima tappa di una settimana del dialogo, che proseguirà a Bruxelles domani con il redivivo Consiglio Nato-Russia e venerdì a Vienna nel quadro dell’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Non è chiaro quale sarà il seguito, se com’è probabile, nessuna intesa emerga nel breve periodo. Ma secondo Wendy Sherman, «bisogna dare tempo alla diplomazia».

Articoli recenti:

  • Ciao David, ti immagino infastidito da tanto clamore, ma sorridente come sempre
    Dunque il potere declinato in tutte le forme istituzionali e internazionali possibili che ti esalta in morte e quasi ti santifica scoprendo che eri una bella, semplice e normale persona per bene. Detto in altre parole, un banalissimo ’boy scout’, che, in certi ambienti dell’alta politica non viene considerato un gran complimento, ma anzi sinonimo di ingenuità quasi imperdonabile. Renzi ha guastato un bel po’ quell’immagine, ma tu, certamente, quello eri rimasto
  • Perché all’Italia e all’Europa conviene mantenere buoni rapporti con Putin
    Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia sostiene che Mosca ha creato una crisi energetica per fini politici. La Russia ribatte di aver adempiuto a tutti i suoi contratti di fornitura per l’Europa, ma ha limitando le vendite spot una volta facilmente disponibili. Gazprom, aspetta l’approvazione per l’avvio del gasdotto Nord Stream 2 verso la Germania, alternativa alle rotte attraverso l’Ucraina. La Russia ha circa 100mila truppe vicino al confine ucraino. Colloqui Usa-Russia sulla sicurezza europea. Prossimo voto al Senato Usa sulla proposta di legge per imporre sanzioni su Nord Stream 2.
  • Saccheggiatore sorridente
    Come i boss che ha frequentato per anni, B. esige il ”baciamo le mani a Vossia” di Salvini e Meloni. Che vengono costretti a recitare la farsa della candidatura entusiasta e insistita offerta a Lui, che fa il riluttante, bisognoso di tempo per sciogliere la riserva. L’uomo convoca i suoi alleati nella sfarzosa Villa Grande – segno plastico di dominanza – per dimostrare che più del consenso politico, Lui conta sul consenso culturale. Ovvero la deferenza istintiva verso i ricchi da parte dei sudditi: proletariato da risse televisive, piccoli borghesi evasori e scaltri opportunisti rampicanti. 
  • Rapporti veri e rapporti di facciata
    Per molti la ricerca del rapporto cogli altri non risponde ad una vera e autentica esigenza/desiderio di socialità. Ma, anzi, funziona spesso come paravento per sfuggire all’intimità vera che ci offre, in teoria e in potenza, il rapporto con l’altro. Magari con chi ci è più vicino, con chi sarebbe più ovvio, semplice e naturale stabilire una tale intimità. Insomma (e in altre parole) spesso ricorriamo ai rapporti superficiali e banali per sfuggire ai rapporti profondi e autentici, quelli che potrebbero offrirci una vera intimità
  • Sulla Nato in Ucraina si gioca col fuoco. Ue o esclusa o agli ordini
    Tensioni a est e l’Osce, sicurezza europea, avverte: «La guerra mai così vicina». Lo spagnolo Josep Borrell y Fontelles, affari esteri Ue, si allinea alle posizioni Usa-Nato, tanto da provocare titoli quali «altro che ruolo dell’Ue, Borrell sul carro atlantico». Mosca: ora tutto dipende dagli Usa. Poi il monito: il possibile invio di truppe a Cuba e in Venezuela. Se le alleanze sono libere per la Nato verso i confini russi, libere anche nel continente americano?

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: