Usa, obbligo di vaccino per 100 milioni di lavoratori. Biden: «Siamo stati pazienti, ora basta»

da Remocontro, 10 settembre 2021

Con oltre 160 mila nuovi casi al giorno e circa 100 mila pazienti Covid ricoverati in ospedale a livello nazionale, gli Usa assistono a un ritorno al 2020. «Siamo stati pazienti, ora basta». Con due ordini esecutivi il presidente Biden impone il vaccino a tutti i lavoratori federali e vara nuovi obblighi pure per le aziende con multe fino a 14mila euro. I punti studiati dall’amministrazione per contrastare l’evolversi della variante Delta che dilaga negli Stati Uniti

«Siamo stati pazienti. Ora basta»

«Abbiamo gli strumenti per combattere il Covid-19 ma una minoranza di americani, sostenuta da una minoranza di funzionari di governo, continua a creare problemi». Joe Biden insolitamente arrabbiato, nel discorso alla nazionale pronunciato nella nostra notte scorsa. Nuove misure anti Covid, per la prima volta davvero restrittive.
Con due ordini esecutivi impone il vaccino a tutti i lavoratori federali e anche ai contractor – coloro che fanno affari con il governo, impiegati di aziende cui sono affidati gli appalti – senza più l’alternativa del tampone. E nuovi obblighi per le aziende: il dipartimento del lavoro chiederà ai privati con oltre 100 dipendenti di rendere obbligatorio vaccino o almeno test per i loro dipendenti.

Oltre 100 milioni di lavoratori

«Chi non si adegua pagherà caro: addirittura fino a 14mila dollari», riporta Repubblica. Le nuove regole interesseranno almeno 100 milioni di lavoratori, oltre i due terzi della forza lavoro americana. Due dei punti studiati dall’amministrazione per contrastare l’evolversi della variante Delta negli Stati Uniti, con cifre da brivido. Accompagnato dall’appello al mondo privato affinché impongano anche loro il vaccino ai dipendenti. Obiettivo immediato, tenere aperte le scuole attraverso l’obbligatorietà della mascherina a cui pure ancora si oppongono i governatori di diversi stati.

Obbligo, ‘M-word’, parola proibita

Biden praticamente costretto all’atto di forza rispetto all’escalation dei contagi e agli effetti disastrosi che sta iniziando ad avere sull’occupazione: posti di lavoro aumentati ad agosto di sole 235 mila unità invece delle 720 mila attese: con conseguente calo dei consumi. ‘Mandate’, obbligatorio: parola invisa a quella parte di paese convinta che la propria libertà personale non debba essere limitata dall’alto, e da cui finora Biden si era tenuto lontano. Ma i dati sui contagi e sulle vittime che emergono in questo fine estate sono da brivido.

Superati i numeri di un anno fa, quando ancora non c’era il siero a disposizione: più 300 per cento, 1,14 milioni di nuovi malati rispetto ai 287,235 del 2020.

Quarta ondata tra virus e incoscienza

Il bilancio quotidiano dei morti sta salendo in modo preoccupante: nelle ultime ventiquattro ore 1.500 decessi. Il dato, secondo quanto riporta il Washington Post, è legato al cattivo comportamento degli americani e alla recrudescenza della variante, al punto che si comincia a parlare di “quarta ondata”. Erano 200 all’inizio di luglio. I più colpiti sono gli Stati del Sud dove la percentuale di vaccinati è molto bassa e le indicazioni governative sono contro le mascherine e il ritorno a una falsa normalità. 

Florida trumpiana e suicida

La Florida, dove solo il 53 per cento è completamente vaccinato, è la più colpita con 325 decessi al giorno e quasi 20 mila nuovi contagi di media. In Alabama non c’è piu’ spazio negli ospedali per conservare le salme in attesa delle sepolture.
Eppure il 47% degli americani non è completamente vaccinato, il che consente alla variante Delta di spargere contagi. I funzionari sanitari Usa hanno dichiarato che la maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale e quelli morti, non sono vaccinati.

Centers for Disease Control

Eppure, racconta Marina Catucci sul manifesto, «Al Centers for Disease Control, i Cdc, da mesi ormai ripetono che per gli americani completamente vaccinati, il rischio di essere ricoverati in ospedale o di morire di Covid-19 è basso, molto più basso del rischio che corrono le persone non vaccinate». A fine agosto i Cdc avevano ricevuto segnalazioni di 12.908 casi gravi di Covid su persone completamente vaccinate, su gli oltre 173 milioni di persone completamente vaccinate entro la stessa data. Meno di 1 su 13mila persone.

La politicizzazione No Vax

«Nonostante i numeri più che incoraggianti riguardo l’efficacia dei vaccini, la politicizzazione di ogni misura anti covid continua a portare gli Stati Uniti a viaggiare a due velocità, con gli Stati a guida democratica che vantano percentuali di vaccinati rispettabili, mentre quelli a maggioranza repubblicana oppongono resistenze praticamente a tutto, non solo ai vaccini, ma anche all’uso di mascherine, alle chiusure, alle entrate contingentate nei locali».

Scuola, attacco ai bambini

Strumentalizzazioni politiche e un circuito potente di complottismi e fake news sul veicolo umano del virus ormai dominato dalla variante delta che ha messo in crisi anche gli Stati più virtuosi. E i dati diffusi dal Cdc confermano ciò che temevano i medici: da quando la scuola è ricominciata, ad essere più colpiti sono i bambini. Da martedì, ricoverati per Covid 2.396 bambini, un numero record che crea molto allarme per l’autunno che si sta avvicinando. E Los Angeles è pronta a diventare il primo grande distretto scolastico a chiedere che gli studenti siano vaccinati per poter frequentare le lezioni di persona.

Vertice globale anti Covid

Oltre a voler dare una sferzata in casa, Biden proporrà anche un vertice durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite previsto dal 20 settembre. A riportarlo è il Washington Post. Gli argomenti includeranno il coordinamento tra i leader di tutto il mondo per affrontare la crisi sanitaria e combattere le disuguaglianze, incluso il fatto che i Paesi in via di sviluppo non hanno sufficiente accesso alle vaccinazioni.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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