USA: due detenuti innocenti, uno nel braccio della morte, sono stati liberati in North Carolina dopo oltre 30 anni

nessuno tocchi cainoda “nessuno tocchi Caino”, 3 settembre 2014: Henry Lee McCollum, 50 anni, nero, è stato scarcerato dopo aver passato oltre 30 anni nel braccio della morte del North Carolina grazie a risolutivi test del DNA.

Il giorno prima, il giudice Douglas Sasser della Robeson County aveva ratificato il ritiro di tutte le accuse contro McCollum e suo fratello Leon Brown, che stava scontando una condanna all’ergastolo.
I due, all’epoca molto giovani (19 e 15 anni) ed entrambi con ridotte capacità mentali, vennero arrestati con l’accusa di aver violentato e ucciso una bambina di 11 anni, Sabrina Buie.
Vennero condannati a morte nel 1984 con unica prova a loro carico una confessione, non videoregistrata, che i due avrebbero rilasciato alla polizia dopo un lungo interrogatorio.
In considerazione dell’età, Brown ebbe in seguito la condanna ridotta all’ergastolo.
Il caso è stato poi esaminato dalla North Carolina Innocence Inquiry Commission, un’agenzia governativa indipendente che vaglia i possibili errori giudiziari. Test del Dna hanno non solo stabilito la completa estraneità dei due fratelli allo stupro, ma hanno anche individuato quello che sembra con ogni evidenza il vero responsabile, Roscoe Artis, che viveva a 100 metri dall’abitazione della vittima e che meno di un mese dopo venne arrestato per aver violentato e ucciso, in situazioni praticamente identiche, una ragazza di 18 anni, Joann Brockman.
Artis, accusato di altre aggressioni sessuali, venne condannato a morte per l’omicidio Brockman, ma la polizia non volle mai incrociare i suoi dati con quanto ritrovato sulla scena dell’omicidio Buie.
Per saperne di piu’ : http://www.deathpenaltyinfo.org/

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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