Un futuro Migliore. Caffè del 9

Mineo Corradino alganews***di Corradino Mineo, 9 aprile 2015 – Il passato a volte ritorna. Marine Le Pen si sentiva, se non proprio all’Eliseo, almeno in partita per le presidenziali del 2017, ma ecco che il Papà, Jean Marie, le ricorda che “le camere a gas (naziste) furono un dettaglio”, che “il maresciallo Pétain ( capo del governo collaborazionista che De Gaulle dichiarò “nullo e mai avvenuto”) era un patriota”. La figlia si lagna: “Suicidio, provocazioni grossolane”, “Guerra aperta fra i Le Pen”, titola Le Monde. Nascondere il passato fascista del Fronte o sbandierarlo con orgoglio?

Le immagini fanno la differenza. Le riprese di un anonimo coraggioso mostrano il poliziotto del South Carolina che fa il tiro a segno sull’uomo nero in fuga: 8 colpi alla schiena. Poi lo ammanetta con calma, gli lascia qualcosa accanto e costruisce la sua versione: si è difeso! Quante volte sarà andata così, ma mancava la prova materiale e le giurie hanno assolto e i poliziotti continuato a sparare. Ma delle immagini si può fare anche un altro (e cattivo) uso. Mattino 5 ha intervistato una zingarella ladra e  impunita scatenando il razzismo dormiente :“Rubiamo 1000 euro al giorno, le vecchine possono morire”, il Giornale. “I poliziotti, tanto devono rilasciarci”, Libero.  Salvini sentenzia  “I Campi Rom sono tutti da radere al suolo”. Il Vaticano insorge: questà è “propaganda stupida e assurda”.

Il passato che continua. Ovvero Gianni De Gennaro. Da giovane aiutò Falcone a far tornare dal Brasile il pentito Buscetta. Dopo l’attentatuni  Berlusconi lo volle capo della Direzione Investigativa Antimafia. Nel 2000 Amato lo nominò Capo della Polizia.E questo era al tempo della “macelleria messicana” nella scuola Diaz.  Assolto, condannato, poi assolto per aver istigato alla falsa testimonianza, ma sempre  nel cuore del potere. Con Berlusconi, commissario straordinario per i rifiuti. Con Monti sottosegretario con delega sui servizi segreti. Ora Presidente di Finmeccanica. Nominato da Letta, confermato da Renzi. Servitore dello Stato chiunque governi o burattinaio del potere occulto?

In memoria di Ponzio Pilato. “Diaz, il Pd all’attacco – titola Repubblica – via De Gennaro da Finmeccanica”. Ma secondo il Fatto “De Gennaro non si tocca”. Un tweet di Orfini, che fu amico di D’Alema, in segreteria con Bersani, o presidente con  Renzi segretario,  ha definito “vergognoso che De Gennaro resti a Finmeccanicca”, ora che la Corte di Strasburgo ci ha condannato per tortura. Ma se il presidente tuona, il segretario tace.Tutti allora interrogano la sfinge del “Quella di Orfini è una posizione personale – sillaba Debora Serracchiani – ma se de Gennaro deve rispondere, lo valuterà la sua coscienza”. Rottamazione prudente, per far credere che tutto cambi mentre niente cambia.

Il futuro Migliore. Gennaro, certo il Migliore tra gli acquisti recenti di Renzi, aveva votato contro l’Italicum 1.0, quello che obbligava i partiti a coalizzarsi pur di strappare il premio di maggioranza. Ora Migliore è stato nominato relatore per la Camera dell’Italicun 2.0, che consegna il premio di maggioranza a un solo uomo, che prevalga al ballottaggio. Di questa pessima legge ho già scritto ieri sera, chiosando Antonio Polito: un Porcellum nel nostro futuro. Qui aggiungo che, se la Camera approverà, la legge passerà senza modifiche, andremo presto a votare, prima che gli italiani capiscano che la ripresa ha già il motore ingolfato. M5S perderà il ballottaggio, Renzi governerà senza impicci. Il confronto politico, lo scontro sociale e la dialettica democratica si sposteranno in piazza, in fabbrica o a scuola: saranno extra parlamentari.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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