Un anno dei Luoghi Idea(li). Domani al Nazareno

Bobo e luoghi idea(li)Naturalmente ci sarò. Ascolterò le tre proposte e proverò a capire qualcosa in più di Bobo. Per esempio,  se e da chi potrebbero essere accolte. Grazie comunque al team di luoghi idea(li) e a quanti, direttamente o indirettamente (come me) hanno sostenuto il loro progetto (nandocan).
***da Fabrizio Barca, 11 giugno 2015 – Un anno fa abbiamo lanciato la nostra scommessa: 13 progetti  in 13 luoghi d’Italia; 13 “nuclei territoriali” Pd disposti a lavorare con determinazione per il raggiungimento di risultati concreti e misurabili; centinaia di volontari impegnati per capire e mostrare nei fatti come costruire un partito-palestra, di sinistra, che raggruppi persone con interessi diversi attorno a un’idea comune di avanzamento sociale per “concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale”.
Siamo convinti che il PD, nonostante le sue criticità (anche gravi) e grazie alle sue  forze (talora notevoli), sia il luogo dove oggi questo disegno potrebbe crescere. 
Abbiamo messo la nostra idea alla prova del campo, in una sperimentazione nazionale realizzata con i circoli PD in giro per il paese. Con l’obiettivo di convincerci che un partito-palestra può fare davvero la differenza per la qualità del governo della cosa pubblica. “Convincerci per convincere”.
La sperimentazione è finita. Dopo dodici mesi di lavoro e il concorso di oltre 1000 finanziatori  su obiettivi che toccano la vita di circa un milione di persone, ci siamo convinti. Ci siamo convinti che costruire un partito-palestra di volontari è difficile ma possibile, e può fare la differenza. Che il PD intero potrebbe trasformarsi in un partito-palestra se a livello nazionale fosse realizzato un progetto di rinnovamento che contrasti con forza, metodo, ed entusiasmo il “partito degli interessi” e della collusione con l’Amministrazione.
E così, sulla base dell’esperienza fatta, di quello che abbiamo appreso, siamo pronti ad avanzare, sabato 13 giugno, al vertice del PD e al PD tutto, una proposta… anzi tre!
Vi aspettiamo sabato 13 giugno alle ore 10,00 al Nazareno, Via sant’Andrea delle Fratte, Roma.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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