Ultima tortura a Regeni: un processo fasullo

***di Massimo Marnetto, 15 ottobre 2021

Sappiamo tutti che il processo per accertare i responsabili della tortura e uccisione di Giulio Regeni sarà solo una favola giudiziaria. Ce la racconteremo senza imputati per consolarci di un affronto che nessuno stato europeo avrebbe tollerato, mentre noi abbiamo incassato l’ostruzionismo oltraggioso egiziano, per interessi economici da tutelare. E’ duro ammetterlo, ma valgono più le commesse con il Cairo, che la vita di un connazionale, a cui – prima di ucciderlo – sono stati fracassati 5 denti e 15 ossa.

Ora il processo farsa inizia con uno scrupolo procedurale sulla certezza che gli imputati siano stati correttamente informati del procedimento a loro carico. 
Così, dopo tutto il clamore mediatico succeduto alla scoperta di questo assassinio, il richiamo (pro-forma) dell’ambasciatore, le missioni in Egitto dei nostri investigatori, la corte ha deciso di rinviare tutto al gup, perché non convinta che gli imputati sappiano cosa stia succedendo in aula.

In questa commedia giudiziaria entra in scena anche la Stato, annunciato con tre colpi di bastone come parte civile, per evidenziare il danno alla Nazione del reato. Tutto sfarzoso, tutto fasullo. Perché una cosa è certa: i responsabili non li avremo mai in cella, le aziende italiane continueranno i loro affari con gli egiziani (soprattutto nel settore armamenti), ma la messinscena processuale sarà impeccabile.

***da RAI news, 15 ottobre 2021 –

Si dovrà attendere almeno la fine dell’anno per capire come e cosa ne sarà del processo per la morte di Giulio Regeni, torturato e ucciso a Il Cairo, in Egitto, nel 2016. La nuova udienza preliminare davanti al gup Pierluigi Balestrieri sarà fissata a cavallo della festività di Natale. Dopo l’ordinanza della Terza Corte d’Assise di Roma, che ha dichiarato nullo il decreto di rinvio a giudizio per i quattro 007 egiziani, accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio del 28enne ricercatore italiano, adesso la questione torna al gup Balestrieri, che lo scorso maggio aveva disposto il rinvio a giudizio.

Il giudice dovrà fissare una nuova udienza e mettere in campo nuovi elementi, a partire da una rogatoria, per rintracciare gli 007 egiziani e fare in modo che vengano con sicurezza  a conoscenza del procedimento nei loro confronti. In mancanza di un cambiamento della situazione, il gup potrebbe emettere un’ordinanza per dichiarare la sospensione del processo e irreperibili i quattro imputati. Si tratta del generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati per il reato di sequestro di persona pluriaggravato. Nei confronti di quest’ultimo i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato.

Dopo la rogatoria, che sarà chiesta in sede della nuova udienza gup, il giudice fisserà una seconda udienza, a distanza di qualche mese, per fare il punto sulla reperibilità dei quattro imputati. Se resteranno irreperibili, il gup emetterà una ordinanza di sospensione del procedimento. L’iter previsto a quel punto è il rinnovo della rogatoria ogni 12 mesi. 

Articoli recenti:

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: