Triste America. Armi senza vergogna e tanta imbecillità. Licenziamenti di Natale via web

Ennio Remondino su Remocontro, 16 gennaio 2022

Foto di Natale con armi d’assalto, bufera sul deputato repubblicano del Kentuky che si esibisce di fronte all’albero di Natale con famiglia, tutti armati con fucili d’assalto. Dono chiesto a Babbo Natale, tante munizioni. Dem e familiari delle vittime: “Vergognoso”Poi il licenziamento di 9 mila persone comunicato via web.

Vishal Garg, amministratore delegato di Better.com, il licenziatore più rapido d’America

«Letterina a Babbo Natale, ‘munizioni come regalo’»

È polemica in Usa (e vergogna sparsa nel mondo), dopo che Thomas Massie, deputato repubblicano che rappresenta il Kentucky alla Camera, ha postato su Twitter una foto con sei suoi familiari sorridenti che, davanti ad un albero di Natale addobbato di tutto punto, imbracciano ognuno un’arma d’assalto. «Buon Natale. Ps. Babbo Natale, per favore porta munizioni come regalo», è il commento che accompagna l’immagine.

Se l’imbecillità straripa

Una mossa che ha suscitato dubbi persino in casa repubblicana e critiche feroci e indignazione di diversi democratici e dei genitori delle vittime di sparatorie scolastiche, come quella avvenuta appena 5 giorni fa in Michigan, la peggiore dal 2018, che ha causato quattro morti e sette feriti. Autore della strage è un quindicenne del liceo, Ethan Crumbley, ma anche i suoi genitori sono stati formalmente accusati di omicidio involontario per una serie di gravi negligenze, con armi micidiali lasciate a libera portata e uso dell’adolescente, come fossero giocattoli.

Le contro foto delle vittime

L’attivista Fred Guttenberg, la cui figlia è rimasta uccisa nella sparatoria di Parkland nel 2018, ha risposto postando a sua volta sue “foto di famiglia”: «Una è l’ultima foto che ho scattato a Jaime – ha scritto -, l’altra mostra il luogo dove è sepolta». Manuel Oliver, padre di un’altra vittima della stessa strage, ha dichiarato che questa immagine rappresenta «una grande parte del problema e dovrebbe insegnarci chi eleggere». Dissenso è stato espresso anche da alcuni repubblicani, come Adam Kinzinger, secondo cui «non si tratta di un sostegno al diritto di detenere armi ma di feticismo».

Poi i licenziamenti di Babbo Natale in videochiamata 

Vishal Garg, amministratore delegato di Better.com, una società di mutui statunitense, ha annunciato durante un ‘webinar’ (‘web+ seminar), seminario online, il licenziamento del 9% della forza lavoro. L’ad ha informato oltre 900 dipendenti durante una videochiamata che sarebbero stati licenziati poco prima delle vacanze natalizie.

Un altro Babbo Natale

«Se sei in questa chiamata, fai parte dello sfortunato gruppo che verrà licenziato», ha detto Garg durante la chiamata. «Il tuo rapporto di lavoro termina con effetto immediato». L’amministratore delegato ha poi affermato che i dipendenti potrebbero aspettarsi una mail dalle risorse umane in cui ci saranno tutti i dettagli per ricevere i benefit e la liquidazione.

Il povero Greg forse ha pianto

Garg ha citato l’efficienza del mercato, le prestazioni e la produttività come la ragione dietro i licenziamenti. «Questa è la seconda volta nella mia carriera che lo faccio e non vorrei farlo. L’ultima volta che è capitato, ho pianto», ha aggiunto Garg durante la chiamata, che è stata breve e senza nessun coinvolgimento emotivo.

Tra i 900 licenziati c’era il team di ‘diversità, equità e inclusione’.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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