Totipotente

***di Massimo Marnetto, 4 dicembre 2021

Un candidato per il Quirinale non si trova. Non convincono gli stagionati ottantenni esposti nelle teche della Seconda Repubblica. Ed è tale lo sconforto, che anche un sistema maschilista come quello partitico prova a considerare una “prima donna” al Colle. Ma neanche questo accorgimento sembra risolvere lo stallo del successore di Mattarella, non disponibile a succedersi.

Solo Draghi mette tutti d’accordo. Ma l’impatto della meteora Super-Mario ha estinto la biodiversità politica. Tutti vogliono il Totipotente sia al Governo che al Quirinale. E se rimarrà a palazzo Chigi, sicuramente provocherà un’eclissi  istituzionale, coprendo con la sua ingombrante massa anche l’inquilino del Colle. 

Questa inedita concentrazione di consenso è una patologia degenerativa della democrazia. Che può lasciare danni profondi al suo assetto. Perché quando una figura conta più del sistema di cui è parte – al punto da non ammettere alternative di pari prestigio – vuol dire che l’ossatura istituzionale si sta indebolendo a causa della porosi dei micro spazi vuoti, creati dai troppi politici inetti che la compongono.

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