Testimoni scomodi (video 03:44)

Roma,18 luglio 2019 – C’ero anch’io l’altra sera nel giardino della Casa Internazionale delle Donne, a Roma Trastevere, per la festa di Articolo 21, associazione nata per difendere la libertà costituzionale di informazione e di espressione dalle tante minacce. Per applaudire, quest’anno come tutti gli anni, la premiazione e la testimonianza civile di quanti, giornalisti, comunicatori, artisti, si distinguono nella denuncia di mafia e corruzione, oppure chiedono verità e giustizia per le vittime di violenze e abusi di vario genere, a partire dai familiari di queste ultime. Erano tanti i premiati martedì 15 luglio, e fra loro anche protagonisti delle cronache più recenti, come la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sospesa per non aver impedito ai suoi studenti un raffronto tra le leggi razziali del ’38 e il decreto sicurezza dell’attuale governo. O gli ideatori e registi di uno sceneggiato teatrale su questo caso come su quello di un vigile giornalista di Brescello, Donato Ungaro, il primo a far luce sulla corruzione mafiosa in Emilia Romagna. O alla giornalista musulmana Asman Dashan, giornalista italo siriana. Il breve video che segue presenta soltanto questi ultimi. Altri “testimoni” premiati potrete vedere ed ascoltare nei tanti video  pubblicati dal sito di articolo 21.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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