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Botta e risposta sulla RAI tra Matteo Renzi e Giovanni Floris

Se io fossi un dirigente RAI mi preoccuperei di portare la RAI nel terzo millennio e non a metterla nelle mani dei partiti”. Questo ha avuto il coraggio di dire Renzi, intervistato da Floris per Ballarò sui tagli all’azienda. Come se non fossero stati i partiti e le maggioranze di governo a mettere la RAI nelle mani di dirigenti “affidabili” per continuare a tenercele sopra per tutti questi anni.  Più che di coraggio bisognerebbe parlare di improntitudine. Ma forse pensa che gli elettori del Pd siano pronti a credere ciecamente al capo come quelli di Forza Italia. La pretesa del presidente-segretario di “vendere” l’impossibile rischia di superare quella del  predecessore beneficiato, che ieri avrà certamente  apprezzato un favore neppure richiesto (nandocan) .

****da articolo 21, 13 maggio 2014 – Botta e risposta tagliente sulla Rai tra Matteo Renzi e Giovanni Floris, durante l’intervista a Ballarò in onda questa sera. Il conduttore chiede conto al presidente del consiglio dei tagli alla Rai annunciati dal governo, spiegando che si rischia di favorire Mediaset, ma Renzi replica secco: “Caro Floris, tocca anche a voi. Se io fossi un dirigente della Rai mi preoccuperei di portare la Rai nel terzo millennio e non a metterla nelle mani dei partiti”.  “Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – replica dell’esecutivo Usigrai al premier – metta la faccia contro gli evasori: si vada a prendere quei 500 milioni di euro l’anno, e non i soldi dei cittadini onesti che pagano il canone”.  ”Dice che non mette le mani nelle tasche degli italiani – continua l’Usigrai in una nota – ma poi prende i soldi che 16 milioni di famiglie pagano per il Servizio Pubblico e li usa per altro. Nulla fa contro gli evasori. Che restano ancora una volta impuniti. Dice che la Rai non deve essere dei partiti, ma la asservisce al governo stringendo il cappio del controllo economico. Peggio della vecchia partitocrazia. Dice che non si vuole occupare di Rai, ma poi indica anche quali pezzi vendere”.   “Con un taglio di 150 milioni – insiste il sindacato dei giornalisti della tv pubblica – Renzi mette in ginocchio un’azienda e a rischio il posto di lavoro di migliaia di famiglie. Con questa operazione non colpisce gli sprechi, ma i lavoratori. E l’autonomia del servizio pubblico”. 

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