Morto un Califfo se ne fa un altro: soldi, armi, reclute e ideologia

Interessante  rassegna di Remocontro su chi cerca di attribuirsi il merito assieme agli Usa dell’uccisione di Al Baghdadi, chi si dice soddisfatto e chi si mostra cauto e aspetta conferme. L’eliminazione del leader dell’ex Isis, Abu Bakr al Baghdadi, da parte dei Navy Seal statunitensi, ha generato reazioni molto diverse tra gli attori locali eContinua a leggere “Morto un Califfo se ne fa un altro: soldi, armi, reclute e ideologia”

Ripristinare il diritto contro il caos

Nella giornata di ieri, in cui tutta la comunicazione è stata in un certo senso “sequestrata” dai terroristi dell’IS (ahimè, forse non poteva essere altrimenti), ho preferito non aggiungere la mia voce all’inevitabile coro di reazioni, più o meno scontate. Ho preferito esprimere con un’immagine la mia convinzione profonda che non si può battere ilContinua a leggere “Ripristinare il diritto contro il caos”

“La Siria di padre Paolo e oltre”. Il 26 maggio un convegno alla Fnsi

Nel suo libro “Collera e luce” padre Paolo Dall’Oglio avvertiva che anche a volerla guardare con disinteresse la tragedia di Siria già irrompeva nella nostra quotidianità con una marea di profughi inarrestabile, ingestibile. “Intenzionalmente – scrive Riccardo Cristiano –  si è fatto della Siria e dell’Iraq un laboratorio capace di produrre Frankenstein” (nandocan). ***di Riccardo Cristiano,Continua a leggere ““La Siria di padre Paolo e oltre”. Il 26 maggio un convegno alla Fnsi”

La Tunisia “paese sicuro”

“Erano avvertiti”, scrive Ennio Remondino, giustamente rimproverando al ministro tunisino del turismo una “spavalderia fuori luogo”. D’altra parte, immagino che l’ “improvvida” signora Selma Rekik si sia sentita costretta, per far fronte a una crisi economica che ha colpito anche la principale risorsa economica del suo paese, a tentare con un  messaggio promozionale di salvareContinua a leggere “La Tunisia “paese sicuro””

Attenzione: l’ISIS può ancora conquistarci

Come aiutare l’Isis ed essere infelici (nandocan) ***di Riccardo Cristiano, 18 febbraio 2015* – Quando i grandi comunicatori hanno ripreso a parlare del patto del Nazareno ho capito che gli uomini-rana dell’ISIS non erano sbarcati, le bandiere nere di al-Baghdadi non erano state issate né sui palazzi della Federcalcio né a Montecitorio. Eppure la possibilità c’è. NeiContinua a leggere “Attenzione: l’ISIS può ancora conquistarci”

Salvate le banche, non la gente! Caffè del 18

Sembra che Obama, l’ONU e Gentiloni, nell’ordine, stiano recuperando un po’ di buon senso e abbiano rinunciato a “combattere”, in attesa di “una vasta alleanza di tribù libiche, appoggiata da stati arabi e sunniti”, decisamente di là da venire. Non è solo il buon senso a prevalere, ma anche l’intelligenza politica e diplomatica di RomanoContinua a leggere “Salvate le banche, non la gente! Caffè del 18”

L’ Isis, la propaganda mediatica e il terrore di ciò che non vogliamo conoscere

Ma ci vuole davvero tanto a capire che i video promozionali dell’Isis sono una trappola tesa all’Occidente per provocarne una reazione violenta? Che diversamente da altre crisi internazionali in cui l’Italia è stata coinvolta e la risposta militare da parte dei cosiddetti “volenterosi” in qualche modo subita, questa è probabilmente la prima volta che il nostroContinua a leggere “L’ Isis, la propaganda mediatica e il terrore di ciò che non vogliamo conoscere”

Libia. Armiamoci e partite.

Un Giordano schietto, sarcastico e perentorio, come al solito. Ma è una voce fuori dal coro. E come tale la pubblico (nandocan) ***di Lucio Giordano (Alganews), 16 febbraio 2015 – Luciano è pronto a partire. Dice di non avere paura e che alle minacce dell’Isis si deve rispondere con la guerra. Stefano è un riservista, eContinua a leggere “Libia. Armiamoci e partite.”

Libia: che fare?

E’ la domanda che ci poniamo in tanti, dopo la fallimentare esperienza della guerra contro Gheddafi e sarebbe folle rispondere con l’avventatezza di allora. Convengo con Giammaria  che “qualunque iniziativa politica e militare deve essere sostenuta da un realismo e un pragmatismo sin qui poco visti sulla scena della politica internazionale”.  Prendiamo anche per buonaContinua a leggere “Libia: che fare?”