Sulle età della vita (parafrasando Schopenhauer)

***di Giovanni Lamagna (e non solo), 16 giugno 2021 – Nella prima parte della vita abbiamo le forze, l’energia e perfino l’entusiasmo per realizzare le nostre aspirazioni e i nostri ideali, ma non abbiamo altrettanta esperienza.

Per cui commettiamo una quantità di errori – alcuni grossolani, altri molto ingenui – che spesso ci impediscono di realizzare quelle aspirazioni, quei desideri, quei progetti e quegli ideali.

Nella seconda parte della nostra vita, se siamo “bravi”, maturiamo l’esperienza che ci consentirebbe di evitare gli errori che abbiamo commesso nella sua prima parte, ma progressivamente ci vengono meno l’energia e le circostanze favorevoli per realizzare molti di quei desideri e di quelle aspirazioni che avevamo da giovani.

Come sarebbe bello (chi non l’ha mai desiderato?) poter riavvolgere la pellicola del nostro film: tornare non solo giovani (cosa che ci farebbe commettere gli stessi errori già compiuti negli anni trascorsi), ma con l’esperienza che abbiamo maturato da anziani!

Sappiamo fin troppo bene, però, che questo desiderio, purtroppo, è contro natura: destinato a rimanere, quindi, un sogno irrealizzabile.

La saggezza degli altri

(ai miei figli)

Nell’orto della vita

ha seminato il vento

e gli alberi più belli

han dato frutti amari.

Tu prendili se vuoi.

Se dalla vita impari

per te saranno dolci i frutti amari.

Quelli più profumati

stanno sotto le foglie,

li scopre il vento e l’uomo li raccoglie.

La saggezza degli altri

Il vento l’ha rapita.

Sempre diverso è l’orto

e unica la vita.

(nandocan, 19 luglio 2003)

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