Sulla Nato in Ucraina si gioca col fuoco. Ue o esclusa o agli ordini

di Ennio Remondino, 15 gennaio 2022

Tensioni a est e l’Osce, sicurezza europea, avverte: «La guerra mai così vicina». Lo spagnolo Josep Borrell y Fontelles, affari esteri Ue, si allinea alle posizioni Usa-Nato, tanto da provocare titoli quali «altro che ruolo dell’Ue, Borrell sul carro atlantico». Mosca: ora tutto dipende dagli Usa. Poi il monito: il possibile invio di truppe a Cuba e in Venezuela. Se le alleanze sono libere per la Nato verso i confini russi, libere anche nel continente americano?

Ue-Nato, chi decide la politica estera?

In ballo c’è semplicemente il futuro della stessa Unione europea se vuole essere qualcosa in più di un vantaggioso accordo commerciale. Chi decide le grandi strategie su alleanze e sicurezza? I singoli ministri degli esteri dei 27, ognuno per se, o la disciplina militare Nato che già aveva spinto l’ex Patto di Varsavia dentro l’Ue, con forti sconti su democrazia, leggi ed economie? Dubbi storici che ritornano.

La linea dura Nato-Usa sull’Ucraina

L’Ue e il suo governo, la Commissione, assenti dai colloqui tra Usa e Russia del 9 e 10 gennaio, che pure riguardano la sua sicurezza. Con gli Usa a fare da chioccia a suo interesse moltiplicando i contatti con gli europei, per spingere sulle sanzioni a Mosca, mentre nella Ue ‘non c’è uno schieramento unanime’, ed è un eufemismo diplomatico. Mentre, segnalavamo già ieri, tutti a tacere sul caos minaccioso che incombe sull’Ucraina, senza intervento russo.

Geopolitica senza geografia e politica

L’Ucraina, un paese in cui da sette anni abbondanti è in corso una guerra civile che ha già fatto più di tredicimila vittime e due milioni di profughi. Ieri, l’Alto responsabile per la Politica estera europea, Josep Borrell, ha detto ieri a Brest che «non ci saranno negoziati sotto la pressione militare della Russia». Linea dura e senza paura, oltre le linee più severe dalla Nato e della stessa diplomazia Usa. Come l’ultimo della classe che fa il ruffiano col professore per compiacerlo e ottenere un voto migliore.

Dichiarazione di impotenza

«Una dichiarazione inattesa e preventiva di impotenza», ironizza il manifesto. Il dire per esserci, dal momento che l’Ucraina chiede con forza l’ingresso nella Nato, e la Russia considera l’ipotesi una «linea rossa» per la sua sicurezza nazionale. «Insomma, la ‘pressione militare’ su cui Borrell dichiara, è il minimo che possa accadere in una fase come questa, e il complito della diplomazia dovrebbe essere proprio quello di ridurla», per il severo Luigi De Biase.

Esteri e difesa Ue a Brest

I responsabili europei di Esteri e Difesa sulla crisi in Ucraina, sulla base di quali notizie, oltre quelle nostre sui giornali? Il duro Borrell che minaccia Mosca ma non ha credito internazionale alle spalle. «Non partecipa ai colloqui di Minsk sul conflitto nel Donbass; non è considerato un interlocutore dal Cremlino; ed è costretto oggi alla ricerca di spazio negoziale alle spalle dell’Alleanza atlantica». E ancora una volta Ue solo al seguito della Nato, dietro iniziative militari decise altrove e con costi di sanzioni di tasca altrui.

Altri più attenti su quei confini

Dal ‘dire per esserci’ alle vera frontiera. Per il ministro polacco Zbigniew Rau, Osce, presidenza di turno, «negli ultimi trent’anni l’Europa non è mai stata così vicina a una guerra». Varsavia è fra le capitali più atlantiste d’Europa, sia con governi di destra che di sinistra. E in mezzo tra Germania a Russia (memorie di nazismo a stalinismo) si chiama in casa 5.500 soldati USA. E più la Polonia conquista posizioni Nato, più rompe nell’Ue su credibilità democratica, indipendenza della magistratura, istituzioni, libertà di stampa,  di diritti sociali e umani.

Libera alleanza Nato, libere alleanze russe ovunque?

La risposta di Mosca, quasi scontata, è arrivata dopo poche ore di certe recite in replica. Libere adesioni alla Nato (da 15 stati a 30 dal 1991), per portarci i missili occidentali alle porte di casa? Allora liberi tutti, come a nascondino. Ed ecco che i diplomatici russi, dichiarato il negoziato Ucraina a un «punto morto», hanno aperto al possibile invio di truppe russe chiesto da Stati indipendenti come l’Ucraina. Oltre continente, ad esempio a Cuba e in Venezuela.

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