Suarez, truffa per la cittadinanza

Ovverosia come secondo quel burlone di Marnetto potrebbe essersi svolto il suo esame per ottenere la cittadinanza italiana

***di Massimo Marnetto, 23 settembre 2020 –

Professore – “Buongiorno Signor Suarez. Iniziamo l’esame con una domanda generale per metterla a suo agio: perché ha deciso di prendere la cittadinanza italiana?Suarez – “Io essere ricco”

P. – “Bravo! Abbiamo iniziato subito bene. Vediamo allora un tema più sociale: cosa risponderebbe a chi ritiene che si debbano rispettare le nostre leggi?” S. – “Io essere ricco”

P. – “Ma lei ha capito a meraviglia il nostro popolo. Complimenti!  Mi dica: qual è la caratteristica di maggior prestigio sociale per un cittadino italiano? S. – “Essere ricco”

P. – Molto bene. Per me il soggetto ha delle solide basi nazional-linguistico-culturali. Vuole fare anche lei, Professoressa, qualche domanda all’esaminando?”

Professoressa – “Sì, una secca: nella sua visione multicultarale e poli-etnica, qual è il punto di maggior contatto antropologico tra la sua cultura di provenienza e la nostra?” S. – “Io fare bonifico oggi”

P.ssa. – “Brillante! Ma questo giovane è più italiano di Salvini. Ha capito già tutto di come funzionano le cose da noi. E va premiato con una bella promozione. Ecco, questo è l’attestato provvisorio. Quello ufficiale le arriverà appena avremo incassato il suo versamento. E ora dica pure, in tutta libertà, le parole italiane a cui è più affezionato…”

S. – “Spaghedi, mafia, mamma mia”(Applausi in piedi)

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: