Stati Uniti, il dilemma dei medici: curare i non vaccinati?

Da Remocontro, 5 Agosto 2021

Le terapie intensive si riempiono di nuovo, e i non immunizzati sono tanti. Cresce la rabbia tra i sanitari. «Prima di essere intubati chiedono di fare loro una dose di vaccino. Rispondo che è troppo tardi».
Negli Usa frenano le vaccinazioni e riesplodono i contagi. Boom di casi in Florida, 21.683 contagi nelle ultime 24 ore, il numero più alto dall’inizio della pandemia. La Florida, stato repubblicano e negazionista prescelto da Trump è diventato il nuovo epicentro nazionale del virus.
Le terapie intensive si stanno riempiendo di trentenni, quarantenni e cinquantenni non vaccinati che hanno contratto la variante Delta e che sono molto malati.

Problema etico con i No vax contagiati

«Ormai hanno perso ogni remora. A ogni nuovo paziente con il Covid chiedono a bruciapelo: ‘È vaccinato? Perché no?’. Dopo un anno e mezzo in prima linea, i medici americani non riescono ancora a prendere fiato», riferisce su Avvenire Elena Molinari, da New York. I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti si sono moltiplicati sei volte nell’ultimo mese fino a una media di 80.000, un livello non visto da febbraio. In alcuni Stati, come la Florida e l’Alabama, i contagi hanno battuto ogni record dall’inizio della pandemia.

Sempre più giovani e incoscienti

«Qui le terapie intensive si stanno riempiendo di trentenni, quarantenni e cinquantenni che hanno contratto la variante Delta e che sono molto malati. Spesso hanno bisogno di ossigeno, se non di essere intubati. Curarli prende tempo, energie, e una pazienza che molti dottori faticano a trovare. Perché questi pazienti hanno rifiutato ogni opportunità di farsi iniettare un vaccino che negli Usa è disponibile, gratuitamente, ovunque da almeno sette mesi».

Il vaccino dopo non serve

«Sto ricoverando giovani sani con infezioni da coronavirus molto gravi – ha scritto su Facebook Brytney Cobia, del Grandview Medical Center di Birmingham, in Alabama –. Prima di essere intubati mi pregano di vaccinarli. Io tengo loro la mano e rispondo che è troppo tardi».

«Se la sono cercata»

Cobia, come molti colleghi, si è trovata a dover inghiottire nodi di rabbia di fronte alla moltitudine di contagi che hanno invaso il suo ospedale, racconta Elena Molinari . «Ogni volta entro nella stanza di un nuovo paziente pensando, “Okay, se l’è cercata” – dice ad Avvenire –. Ma poi lo incontro faccia a faccia, e vedo una persona che soffre perché pensava di aver preso una buona decisione, ma si è sbagliata e lo rimpiange».

Le montagne russe emotive

«L’empatia non rende più facile cavalcare le montagne russe emotive che sono all’ordine del giorno in molti pronti soccorsi Usa». Qui i medici sono ancora una volta costretti a prendere decisioni dalle conseguenze enormi, con l’aggravante di dover scegliere se dare la precedenza a qualcuno che avrebbe potuto prevenire facilmente la sua malattia. «È davvero dura – conclude Cobia – perché siamo tutti emotivamente svuotati e stanchi, molto stanchi».

I non vaccinati minacciano la salute altrui

Jacob Appel, medico di pronto soccorso e direttore del centro di educazione etica del Mount Sinai di New York. «Le persone che rifiutano le misure di salute pubblica, compresi i vaccini, in nome della libertà personale, stanno affrontando un rischio di malattia mortale – spiega –. E intenzionalmente minacciano la salute dei vaccinati, perché prendono spazio ospedaliero e risorse sanitarie che potrebbero essere spese diversamente.

Un ospedale non ha nessun obbligo morale di curare un non vaccinato, anche grave, prima di altri pazienti».

A chi imporre l’obbligo del vaccino

Anche negli Stati Uniti si discute in quali impieghi imporre l’obbligo del vaccino e quando chiedere un pass vaccinale. «Ieri New York è diventata la prima città negli Usa a chiedere il certificato per l’ingresso in palestre e ristoranti. Intanto l’Amministrazione Biden, che ha raggiunto con un mese di ritardo il modesto obiettivo di vaccinare con almeno una dose il 70% degli adulti, cerca nuovi metodi, fra bastone e carota, per convincere i milioni ancora restii a farsi iniettare il siero».

Casa Bianca, untori migranti e non quelli di casa

L’atmosfera alla Casa Bianca è di forte preoccupazione, perché l’allarme per la Delta cresce ogni giorno. Tanto che l’Amministrazione democratica ha deciso di lasciare in vigore la regola di Donald Trump di rimandare indietro centinaia di migliaia di richiedenti asilo, per motivi sanitari.

Variante Delta assassina

Scott Aberegg dalla terapia intensiva del nosocomio dell’Università dello Utah. «I non vaccinati stanno morendo in massa. Due terzi dei letti di terapia intensiva del mio ospedale sono occupati da pazienti Covid fra i 30 e i 50 anni». Per ora nessuno è stato spedito in fondo alla fila, anche se, ammette Aberegg, «c’è un grande conflitto interno. C’è questo senso di “Hai giocato alla roulette russa, ora la paghi”. So perfettamente che è un giudizio che va al di là del mio ruolo di medico. Ma mentirei se dicessi che non ci penso».

L’ultima preghiera

Dal Grandview Medical Center dell’Alabama. «Dopo aver firmato un certificato di morte, prendo una decina di minuti per parlare con i familiari e dire loro che il modo migliore per onorare la persona amata è farsi vaccinare. E incoraggiare tutti quelli che conoscono a fare lo stesso».

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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