Stati Uniti e Unione Europea alleati o avversari?

***da remocontro, 21 settembre 2021

Ursula von der Leyen aspetta di arrivare negli Usa per rompere il silenzio su Aukus, la nuova alleanza strategica in funzione anti-Cina tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia che non solo ha mandato all’aria i contratti tra Canberra e Parigi sulla produzione di sottomarini, ma sta incrinando i rapporti tra Bruxelles e Washington, proprio ora che si erano ritrovate dopo l’era Trump.
«La Francia è stata trattata in modo inaccettabile dall’Australia», attacca la presidente della Commissione Europea alla Cnn a margine dell’assemblea generale dell’Onu. Ce n’è anche per Biden: «Ci sono molte domande alle quali bisogna trovare risposte, perché amici e alleati si devono parlare sui temi di interesse comune».
Unilateralismo Usa dopo Trump, ma prima ancora con l’Iraq 2003 di Bush e Blair. E nell’Indo-Pacifico non è solo AUKUS, poi c’è QUAD e ‘Five Eyes’, ci ricorda Ugo Tramballi, prestigioso collega e amico, Senior Adviser dell’ISPI, l’Istituto studi di politica internazionale.

Ugo Tramballi su ISPI

AUKUS, la nuova alleanza, associazione e/o struttura geopolitica e/o militare per contenere il pericoloso espansionismo cinese tra Australia, Regno Unito (United Kingdom) e Stati Uniti, viene dopo il QUAD, il Quadrilateral Security Dialogue nato come protezione civile dagli tsunami fra Usa, Australia, Giappone e India, ora riempito di contenuti politici e strategici. E dopo “Five Eyes”, un consorzio dove condividere informazioni d’intelligence fra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

Nato asiatica da guerra fredda

Per la Cina, sempre più irritata dopo l’ultimo nato AUKUS, tutto questo non è che una traslitterazione asiatica della Nato, una versione adattata al XXI secolo della Guerra fredda del XX. È vero, è proprio così. Ma il regime cinese dovrebbe essere il primo a conoscere le cause di tutta questa mobilitazione.

La Cina superpotenza

Una barriera globale di contenimento non poteva che essere il frutto di anni di riarmo sempre più intenso; di atti d’arroganza nel voler dimostrare che gli oceani che bagnano l’Oriente sono Mare Nostrum cinese; di un’assertività proclamata militarmente, economicamente, commercialmente, ideologicamente dai picchi dell’Himalaya alla Nuova Zelanda. Dovremmo aggiungere l’Africa, l’America Latina, parte del Mediterraneo, raggiunti da una forma di neo-colonialismo chiamato poeticamente Via della Seta.

Trattativa e muscoli

È preoccupante che si moltiplichino le armi e salga la tensione. Come era accaduto anche con l’Unione Sovietica, forme efficaci di dialogo vanno trovate. Ma Vis pacem para bellum. È probabile che ora il modo migliore per accordarsi con la Cina e condividere la soluzione dei grandi problemi globali (clima, pandemia, sviluppo tecnologico, commercio mondiale) sia di stare al gioco muscoloso di Xi Jinping.

Problema Unione europea e Nato

Ma l’inaspettata nascita del’AUKUS mette a nudo un altro serio problema che riguarda gli europei, membri dell’Unione e della Nato. Inaspettata perché di quell’associazione non ne sapeva niente nessuno, eccetto i tre paesi coinvolti: il segreto è stato tenuto nascosto come se il resto del mondo fosse dalla parte di Pechino che invece è la capitale di un impero solitario

Alleati on demand? Usa e getta?

Che genere di alleati degli Stati Uniti siamo, secondo lo sguardo di Washington: On demand? Usa e getta? Alleati di serie B (qui il punto interrogativo forse non serve). Joe Biden aveva lenito le nostre ansie proclamando che “America is back”. A occhio e croce per ora la sua America non appare molto diversa da quella egoista e introversa di Donald Trump. Prima il frettoloso ritiro dall’Afghanistan senza avvisare gli alleati sul campo, senza chiederne il parere; ora l’AUKUS.

Alleanza tra democrazie o tra soldi e convenienze?

Che fine ha fatto quella grande alleanza fra le democrazie del mondo che l’America avrebbe guidato attraverso il XXI secolo? Trasformare l’Australia in una potenza militare dotata di sottomarini nucleari aumenterà la deterrenza alleata nei confronti della Cina in Asia. Ma rimane il dubbio che al fronte comune delle democrazie si sia preferito un business miliardario per gli Stati Uniti che agli australiani forniranno sommergibili e tecnologie. Il danno peggiore lo subiscono i francesi che si sono visti annullare un contratto da 65 miliardi di dollari per la fornitura di 12 sommergibili convenzionali.

Come Iraq 2003 quando Bush e Blair…

Ma c’è un danno politico che riguarda tutti gli alleati europei. In qualche modo l’AUKUS è una reminiscenza dell’invasione dell’Iraq del 2003, quando George Bush e Tony Blair partirono all’attacco, ignorando perplessità e opposizioni degli europei. Mentre americani, britannici e australiani svelavano la loro iniziativa anti-cinese, a Bruxelles la Ue annunciava la sua strategia per l’Indo-Pacifico che aveva ugualmente una valenza militare e puntava a operare con i partner regionali.

Verso la fine del secolo americano?

“Non ne sapevo niente”, ha ammesso il responsabile della diplomazia e della difesa dell’Unione, Josep Borrell, riferendosi all’AUKUS. “E presumo che un accordo di quella natura non sia stato messo insieme nello spazio di una notte”.

Lo stupore di Borrell potrebbe essere tenuto in considerazione per un eventuale epitaffio della nostra speranza di un’America saggia alla testa di un XXI secolo democratico.

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: