Spianata delle moschee violata, razzi su Gerusalemme, bombe su Gaza, 20 palestinesi uccisi

*da Remocontro, 11 maggio 2021

La polizia israeliana fa irruzione sulla Spianata, lacrimogeni nelle moschee, 300 feriti. Missili di Hamas sul sud di Israele che risponde con raid aerei: 20 palestinesi uccisi, tra di loro nove bambini. Bloccato l’ingresso agli aiuti umanitari. Il movimento popolare a Gerusalemme presidia Sheikh Jarrah.
«Grande preoccupazione per le azioni israeliane e per l’eventuale sgombero di famiglie palestinesi», da parte Usa.

Bombardamento su Gaza

Battaglia sulla Spianata delle Moschee

Gli scontri sempre più violenti sulla spianata delle Moschee, luogo santo per l’islam, si è trasformata in scontro aperto con Gaza dopo l’ultimatum di Hamas a Israele. Più di 30 razzi sono partiti dalla Striscia verso Gerusalemme e le comunità israeliane attorno all’enclave palestinese. «Una risposta all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa», rivendica Hamas. Immediata la risposta di Israele che ha colpito Gaza con attacchi aerei uccidendo, portavoce militare, «8 miliziani». Bilancio da Gaza, «20 persone uccise nel nord della Striscia e tra questi anche 9 bambini».
Ieri sera, Israele ha annunciato la «chiusura totale» del valico di Kerem Shalom con la Striscia di Gaza, bloccando anche l’ingresso degli aiuti umanitari: effetto immediato e tempo illimitato. Un portavoce dell’esercito israeliano ha detto esplicitamente che «tutte le opzioni sono sul tavolo», compresa una eventuale invasione di terra.

Cosa succede a Gerusalemme

Diversi osservatori ritengono che le prossime ore saranno decisive per capire se le violenze potranno rientrare oppure sfoceranno in una nuova guerra. Le tensioni degli ultimi giorni erano culminate lunedì mattina nell’intervento armato della polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee, uno dei luoghi più sacri per la religione musulmana. Secondo la Mezzaluna Rossa, erano stati feriti almeno 300 palestinesi, e come atto di ritorsione, i razzi da Gaza.
Da giorni a Gerusalemme la situazione era particolarmente tesa per le manifestazioni nel quartiere Sheikh Jarrah contro lo sfratto di tre famiglie palestinesi, su cui dovrebbe esprimersi in via definitiva la Corte Suprema israeliana. La popolazione di Sheikh Jarrah è per la maggior parte palestinese ma il sito è considerato sacro anche dagli ebrei per la presenza della tomba di Simeone il Giusto.
All’aumento della tensione hanno contribuito anche la frustrazione dei palestinesi per l’annullamento delle elezioni politiche – che il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha attribuito allo scarso coordinamento con le autorità israeliane.

Israele, crisi da troppa forza

Israele sta attraversando da tempo una crisi politica di cui non si vede la fine: nessuna delle quattro elezioni politiche tenute negli ultimi due anni ha prodotto una maggioranza stabile, e nell’ultima settimana l’ipotesi di un quinto voto si è fatta molto concreta. Fra circa tre settimane, inoltre, in Israele si tornerà a votare per le elezioni presidenziali.
Ancora più difficile prevedere come possano muoversi Hamas e il Jihad Islamico: l’ennesimo annullamento delle elezioni, che in Palestina non si tengono dal 2005, li ha messi in grande difficoltà, certi di un successo elettorale rispetto a Fatah di Abu Mazen, accusato di inedia politica e corruzione.

Gerusalemme, cuore della crisi internazionale: Alberto Negri

Commento di Alberto Negri sul Manifesto. «Gli scontri nel ‘miglio sacro’ di Gerusalemme, dove già iniziarono negli anni Ottanta e Duemila la prima e la seconda Intifada, rilanciano una terza rivolta innescata dagli sfratti nel quartiere arabo di Sheikh Jarrah». Proteste e quadro politico. «In Israele è in corso il tentativo di Lapid di formare un nuovo governo che significherebbe la fine dell’attuale premier Netanyahu, un evento che scuote la destra israeliana e anche il movimento dei coloni, più agguerrito che mai». In casa palestinese il rinvio, da 15 anni, delle elezioni.
«La minacciata espulsione di tredici famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah, non è l’unica causa delle tensioni ma ne è il detonatore»«In Israele operano forze politiche di estrema destra legate a Netanyahu e decise a espellere i palestinesi da Gerusalemme. Il mese scorso abbiamo assistito a una serie di cacce all’uomo condotte da estremisti religiosi israeliani al grido di “morte agli arabi” nella più totale impunit໫Status quo è fragile mentre sbaglia chi ritiene ineluttabile la perdita di ‘centralità’ della questione palestinese nei rapporti tra Israele e il mondo arabo».
«Gerusalemme è il cuore del conflitto internazionale, non solo mediorientale. Quella che sembrava una confisca come un’altra – le case palestinesi di Sheikh Jarrah a favore del movimento dei coloni – è diventata adesso un fattore assai preoccupante. L’espansione della protesta palestinese al cuore della città santa e ad altre città, sta svegliando dal torpore i governi arabi. A interessare di più però non è soltanto la reazione giordana, iraniana o tunisina ma quella che arriva dagli Usa».

Mentre l’Italia e l’Ue o tacciono o raccontano il mantra bugiardo del «no alla violenza da una parte e dall’altra», dimenticando che lì c’è una occupazione militare, quella d’Israele sui Territori palestinesi.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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