Spia spietta e i segreti di Pulcinella. Reazione plateale a spinta Nato. Politica estera italiana quale?

da Remocontro, 1 aprile 2021

Una spia da tre soldi con i segreti di Pulcinella. Dall’Italia un “gesto plateale” per dire a Mosca (e a Washington) da che parte stiamo. La reazione allo spionaggio russo nello scontro Nato/Russia e manovre militari Defender-Europe 2021 al via.
-Un ufficiale dei servizi della Marina e un giovane del Gru, i servizi militari russi, in servizio all’ambasciata di Mosca a Roma . Il dossier per pochi soldi consegnato dal militare italiano riguarderebbe le manovre Usa/Nato.
-Dicono che il capitano di fregata Water Biot faceva la foto dello schermo del computer e poi riversava le immagini su una chiavetta che poi consegnava al suo agente di contatto in cambio di denaro. Ma se poteva fare quelle cose non stava maneggiando materiale veramente segreto (almeno si spera).
-Turbolenze politiche di casa sul fronte estero: Grillo e il ‘neo maccartismo di Biden’.

Così fan tutti, ma non ti far beccare

La spy story di Roma farebbe ridere Le Carré o Forsyte o il più modesto narratore del genere. Walter Biot – questo il nome dell’ufficiale arrestato – avrebbe passato ai russi informazioni sui sistemi di telecomunicazione militare Nato, in cambio di 5mila euro. I soldi per una macchina usata e vecchia, per documenti copiati – rassicurano gli americani – di non particolare rilievo. Di grande solo il clamore voluto, e il significato politico e internazionale creato attorno ad un’operazione di spionaggio decisamente modesta.

Tempistica troppo perfetta

Gigantesca manovre Nato-Usa in Europa con migliaia di soldati Usa in casa a difenderci dalla minaccia Russia (così dichiara la Nato). E l’Aisi che aveva nel mirino Biot e l’ufficiale russo da mesi, decide il blitz e l’arresto proprio ora.
Giorgio Cuzzelli, docente di Sicurezza internazionale all’Orientale di Napoli, generale degli Alpini in congedo, spiega sull’HuffPost che il caso di funzionari ‘beccati’ in scambi sospetti si ripete con una certa cadenza. “Questa volta il fatto è venuto fuori in maniera così plateale perché qualcuno, evidentemente, ha voluto renderlo pubblico”, osserva il generale. Sì, perché di solito, certe cose si fanno ma non si dicono.

Italia scacchiere della partita Usa Russia

Mara Morini, docente di Politiche dell’Est Europa all’Università di Genova ed esperta di Russia, sentita da Giulia Belardelli: «Questa storia solleva alcune perplessità, a partire dal momento in cui è venuta fuori. Il tentativo russo dimostra che l’Italia è considerata un paese interessante per carpire informazioni classificate sulla Nato e il sistema di alleanze di cui facciamo parte». «In una fase di ridefinizione dell’assetto internazionale post Covid, l’Italia si ritrova a essere lo scacchiere dove giocano la partita gli Stati Uniti e la Russia».

Non tutto amore tra Italia e Russia

Esempi: il sostegno di Mosca al governo di Tobruk in Libia, l’influenza nei Balcani. «Mosca non vede di buon occhio il progetto di trasformazione dell’Italia in un hub energetico europeo del sud. L’Italia è la principale porta d’accesso per la diversificazione del paniere energetico verso l’Europa: porta gas in Europa da Algeria, Libia, Azerbaigian. Il progetto TAP è stato osteggiato in tutti i modi dai russi», spiega Gabriele Natalizia, docente di Relazioni internazionali alla Sapienza di Roma.

Grillo, Biden e il neo maccartismo 

«Se molti pensavano che il duo Trump-Pompeo fosse pericoloso, che dire di Biden-Blinken? Invece di costruire nuove fondamenta per una più ampia cooperazione internazionale – soprattutto considerando che stiamo vivendo un periodo di molteplici crisi globali – Biden-Blinken identificano nemici – con toni bellicosi nei confronti di Russia e Cina – attribuendo responsabilità sempre e solo agli “altri” e restituendo, nei primi mesi di presidenza, un’immagine sempre più autoreferenziale delle autorità del paese». Lo scrive su Facebook il Garante del M5S Beppe Grillo.

Rischio nostalgia, avverte Alberto Negri

«Il cacio sui maccheroni e scatta l’operazione Nostalgia», scrive Alberto Negri sul manifesto. «Dove vanno a parare Draghi e la Farnesina di Di Maio, una volta innamorato della Cina?». Bella domanda, con risposte spesso contradditorie. Draghi che all’insediamento attacca Putin su Navalny ma non dice una parola sul generale Al Sisi, Regeni o Zaki. O il voto contro la risoluzione Onu contro le sanzioni economiche in piena pandemia a Cuba. «Il nuovo manuale Biden-Blinken del ‘perfetto alleato’», il dubbio forse malizioso ma motivato. (https://ilmanifesto.it/guerra-fredda-e-spy-story-il-rischio-di-una-operazione-nostalgia/)

Con il segretario Nato esplicito

Manovre Usa-nato Defender-Europe 2021

«La Russia, col suo comportamento aggressivo, mina e destabilizza i vicini, e tenta di interferire nella regione balcanica».

Nuova via della Seta, la Belt and Road Initiative

«La Nato sarà chiamata a occuparsi sempre più della sfida cinese, adattando il suo approccio strategico».

Se il gioco si fa duro…

Conclusione di Alberto Negri. «Il gioco si fa duro anche per noi se gli Stati uniti di Biden vogliono contrastare Putin proprio davanti a casa nostra. Ma da un pezzo – vedi il triste caso di Cuba – non abbiamo una politica estera autonoma, nell’illusione, già ripetutamente naufragata, che gli altri possano proteggere i nostri interessi. Consoliamoci con Guantanamera, a tutto volume».

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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