Sotto l’albero il dono dei vaccini salvavita assieme a qualche rinuncia

da Remocontro, 21 gennaio 2022

Neppure a Natale senza sentirci parlate di Covid? No, se uno deve segnalare ciò che sta accadendo nel mondo tra liturgie ormai chiuse in tv, doni ai più piccoli, cena di magro e cappelletti di oggi. Potevamo limitarci a fare gli auguri ai probabilmente pochi lettori di oggi, impegnati tutti in tradizionali anche se spesso rischiose riunioni di famiglia. Ma che senso avrebbe avuto? ‘Remare contro’ vuol anche dire le cose che uno preferirebbe non sentire ma che è necessario comunque sapere . Gli allarmi fanno paura ma spesso salvano la vita.
Nessun allarme particolare oggi, state tranquilli, ma almeno sul fronte virus e contagi, neppure nulla di rassicurante. La sfida continua e la posta in gioco resta ancora la vita stessa. Per il resto di ciò che accade nel mondo –purtroppo sempre la priorità alle cose brutte-, guerre, crisi e minacce varie in corso, restano lì, impacchettate in carta regalo a renderle invisibili almeno per qualche giorno.
E ora il Covid di Natale, accidenti a lui.

Cambia nome ma non perde il vizio

Coronavirus che ci ammala di Covid-19, varianti Delta od Omicron, per ora, ma l’alfabeto greco è molto lungo. E infatti le notizie che arrivano da casa e da alcuni Paesi nostri vicini non sono particolarmente buone. Parliamo prima dei fatti loro, visto che non sono cose piacevoli. Titoli:
«Nuovo record di casi in Gran Bretagna e in Francia. Parigi raccomanda il booster dopo 3 mesi»
«Boris Johnson invita a vaccinarsi citando Gesù: ‘Amate gli altri come voi stessi’».
«Via libera del Giappone al farmaco anti-virale di Merck»

Francia, vaccino di richiamo a tre mesi

Contro Omicron, l’Autorità Sanitaria Francese ha raccomandato di ridurre a tre mesi l’intervallo fra la seconda dose di vaccino e la dose booster e di vaccinare con la terza dose gli adolescenti fra i 12 e i 17 anni, i più a rischio per la diffusione del virus. Ieri intanto il Paese d’oltralpe ha registrato il record assoluto di contagi: più di 90mila contagi Covid in 24 ore, un record assoluto dall’inizio della pandemia. Il governo, su proposta del Presidente Macron, pensa a trasformare il pass sanitario francese in ‘pass vaccinale’ con un progetto di legge, una sorta di equivalente francese del Super Green Pass italiano, che verrà esaminato in commissione all’assemblea nazionale mercoledì prossimo.

Regno Unito, nuovo record di casi

Il Regno Unito ha registrato oggi un nuovo record di casi di Covid, trainati dalla variante Omicron. I contagi nelle ultime 24 ore sono 122.186, oltre 2.000 in più rispetto a ieri, secondo i dati diffusi dal governo. Il numero di infezioni è aumentato del 48% negli ultimi 7 giorni, rispetto alla settimana precedente, una sorta di bomba virale. Il premier Johnson, che ha molto da farsi perdonare per le sue personali violazioni al lockdown, ricorre alle Sacre scritture, e ha invitato la popolazione a vaccinarsi e nel suo discorso ha citato anche Gesù: «Amate gli altri come voi stessi».

La prima pillola anti Covid, forse

Dopo il via libera negli Usa ieri, il Giappone ha approvato oggi la pillola contro il Covid-19 sviluppata dalla società farmaceutica statunitense Merck & Co. Il ministro della Sanità Shigeyuki Goto ha detto che il farmaco sarà spedito agli ospedali e alle farmacie a partire dalla prossima settimana. Il primo ministro Fumio Kishida ha affermato che il Paese sta acquistando 1,6 milioni di dosi da Merck. Si tratta del primo farmaco per somministrazione orale per il trattamento del coronavirus. Ad oggi lo stesso farmaco ha ottenuto l’autorizzazione, tra gli altri, dei regolatori di Stati Uniti, Regno Unito e Filippine.

Italia, un po’ meglio di altri, ma sotto attacco

Non si ferma la corsa del virus: 50.599 i casi di Covid individuati nelle ultime 24 ore, nuovo record assoluto da quando quasi due anni fa è esplosa la pandemia, e 460.674 gli attualmente positivi al Covid. Le vittime, secondo i dati del ministero della Salute, sono 141, mentre il giorno prima erano state 168. I dimessi e i guariti sono ormai quasi 5 milioni (4.970.584). Poco meno di un milione i tamponi molecolari e antigenici nelle ultime 24 ore. E ormai stabilmente sopra i mille (ieri 1.038, il giorno pima 1.023) i pazienti in terapia intensiva in Italia, 15 in più nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 102.

Natività e noi costretti a parlare di morti

Ma chi muore oggi di COVID-19? Dati scientifici e di fatto. Oltre le polemiche pretestuose. È incontestabile che muoiono soprattutto i non vaccinati, se si considera l’incidenza sulla popolazione, «cioè l’unico dato che ha senso guardare per capire i decessi», come segnala Cecilia Fabiano su LaPresse e sul Post.

«Nella cosiddetta quarta ondata, quella in corso, si sta registrando una crescita significativa dei casi, dei ricoveri e anche dei morti. Fin dall’inizio della pandemia, il dato sui decessi è sempre stato uno dei più significativi e rilevanti, nonostante abbia mostrato qualche limite (dovuto per esempio al fatto che spesso viene comunicato con un certo ritardo o in maniera incompleta). È un dato molto interessante da osservare anche oggi, soprattutto se messo in relazione con la percentuale di persone vaccinate».

Draghi e l’Istituto superiore di sanità

Ne ha parlato il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa del 22 dicembre, quando ha detto che «dei decessi, tre quarti non sono vaccinati». Secondo gli ultimi dati disponibili, pubblicati nel bollettino di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (ISS), l’affermazione di Draghi non è però corretta. Dal 22 ottobre al 21 novembre, i morti per COVID-19 sono stati 1.755. Tra loro, 722 non erano vaccinati, mentre 1.033 avevano ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Se si guardano solo i numeri assoluti, il 58,9 per cento dei morti aveva ricevuto almeno una dose e il 41,1 per cento non era vaccinato.

Dati in percentuale per capire

Ma attenti, osservare i numeri assoluti è fuorviante. Paradosso: quando in una popolazione ci sono molti vaccinati si arriva a un punto in cui i contagi e i decessi tra i vaccinati sono in termini assoluti più numerosi rispetto a quelli tra i non vaccinati. In una popolazione completamente vaccinata, ovviamente morirebbero solo i vaccinati. Per questo è necessario guardare i valori percentuali, cioè l’incidenza sulla popolazione.

L’incidenza del virus sulla popolazione

Se si guarda all’incidenza del virus sulla popolazione in tutte le fasce di età, la stragrande maggioranza dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi da Covid riguarda persone che non si erano vaccinate. «È un dato che ci dice qualcosa che sappiamo già: cioè che il completamento del ciclo vaccinale (quindi le due dosi) riduce significativamente il rischio di ammalarsi gravemente di COVID-19; e che il richiamo (cioè la terza dose) ha un ulteriore effetto in questo senso, soprattutto contro la variante omicron. Per i non vaccinati, i rischi sono enormemente maggiori».

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: