Sì alla giustizia catastale

***di Massimo Marnetto, 6 ottobre 2021

La ‘giustizia catastale’ è una chimera in gran parte delle aree urbane. Dove immobili appena costruiti in periferia sono accatastati come ‘abitazioni di tipo civile’ (A2), mentre appartamenti ben più centrali sono ancora definiti ‘case popolari’ (A4). Ed è solo grazie ad un aggiornamento del 2013, che nel centro di Roma sono spariti gli immobili ‘ultra popolari’ (A5) in pieno centro.

In Europa non è così. La rendita catastale delle case è riferita alla loro stima di mercato, aggiornata e tassata senza che nessuno faccia una piega. Anche perché se non prelevi gettito dagli immobili, tutto grava sul lavoro, come succede da noi. Una ‘tassa sulla fatica’ eccessiva, mentre non si toccano le rendite, soprattutto la ‘mano morta’ dei grandi patrimoni privati e quelli ‘invisibili’ del Vaticano. Tipo i conventi trasformati in alberghi (‘case per ferie’), che per eludere il fisco hanno l’apposita cappellina a fianco della reception, così da camuffarli in luoghi di culto impermeabili alle imposte. Se c’è da fare sacrifici, che siano per tutti.

Articoli recenti:

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: