Semestre europeo: auguri a tutti!

libertagiustiziaPer tutta la giornata di ieri, 30 giugno, su “Rainews24” è apparso “incollato” fisso a caratteri cubitali il titolo “Renzi: l’Europa può essere il luogo della speranza”. Può. Forse. Insomma, speriamo. Cavolo, questa sì che è una notizia!!! (nandocan)  

****di Fabio Evangelisti (LeG), 1 luglio 2014 – Inizia, con questo 1 luglio il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Un’occasione da non perdere, pare, visto che questo onore ci toccherà di nuovo soltanto fra 14 anni. Il che – nella complessa e complicata architettura istituzionale che ruota fra Strasburgo e Bruxelles, dove in pochi sanno distinguere fra Commissione europea e Consiglio Europeo – permette a tanti giornali e alla gran parte delle tv nostrane di titolare che Matteo Renzi è ora pronto a “cambiar verso” all’Europa.
Magari! Verrebbe da dire…
La realtà è però un tantino diversa, perché dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (2010) i poteri di questa figura di ‘Chairman’ sono ormai ridotti a poco più che compiti di rappresentanza. Tanto che verrebbe da chiedere, a partire da molti nostri parlamentari: qualcuno sa chi è il presidente di turno uscente? Oppure sa chi verrà subito dopo, a partire dal 1 gennaio 2015?
Il che, ovviamente, nulla toglie in termini di prestigio e di opportunità ad un grande comunicatore qual è il Premier Renzi di sfruttare il semestre per indicare una direzione di marcia e sottolineare le sfide più urgenti che stanno di fronte al Vecchio Continente. Certo che se l’incipit dell’agenda proposta al Parlamento europeo parte con “L’Europa è il luogo della speranza” siamo dinnanzi più ad una narrazione vendoliana che di fronte alla concretezza dell’uomo “del fare”.
Tuttavia attendiamo fiduciosi. Con la necessaria consapevolezza, però, che – fra tempi di rodaggio del Parlamento eletto lo scorso 25 Maggio (costituzione dei gruppi, nomina del presidente e dell’ufficio di presidenza, programmazione dei lavori, ecc. ) e imminente arrivo del Generale Agosto – il calendario istituzionale del 2014 pone al semestre italiano di presidenza una serie di vincoli e di condizionamenti oggettivi. Insomma, la fase iniziale della legislatura “condizionerà la tempistica dei lavori”, in quanto restringerà significativamente i mesi “operativi” al periodo tra la metà di settembre e la metà di dicembre, ovvero meno di 100 giorni effettivi che il Premier Renzi passerà tra un vertice e un incontro bilaterale a turno con i capi di stato e di governo dei Paesi partner. Incontri in cui si dovrà anche trovare la quadra per le sostituzioni di Presidente del Consiglio Europeo (il mandato del belga Herman Van Rompuy giunge a scadenza il prossimo 30 novembre, Presidente della Commissione Europea (Jean-Claude Juncker dal Lussemburgo è già stato designato al posto del portoghese José Manuel Barroso) e Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (per cui si fa il nome della ministra Federica Mogherini al posto dell’inglese Catherine Ashton).
Diciamolo: un cambiamento di verso alle politiche di rigore e rilancio economico dell’Italia e dell’Europa non può certo venire da questo semestre. Chi alimenta tali aspettative finisce per far danno allo stesso Presidente del Consiglio. A proposito: il primo semestre 2014 è stato presieduto dalla Grecia. Qualcuno se n’è accorto? Il semestre successivo, dal 1 gennaio 2015, toccherà alla Lettonia. Ma davvero qualcuno pensa che la Germania e la Merkel possano affidare a queste presidenze di turno la soluzione dei problemi?
Auguri, comunque! A Matteo Renzi e a tutti gli italiani.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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