Se Dio è madre (video 16′)

Roma, 20 dicembre 2017 – Sarah Mullally, un’ex infermiera di 55 anni, è il nuovo vescovo di Londra. Due giorni fa la regina Elisabetta, Capo della Chiesa anglicana, ha approvato la scelta del sinodo per il terzo più alto incarico della Chiesa d’Inghilterra. Solo trent’anni prima la nomina del primo diacono donna aveva sollevato un certo scalpore e il settimanale televisivo del Tg2, Focus, mi inviò in Gran Bretagna per realizzare il servizio che oggi vi propongo. Andò in onda il 1 aprile 1987. Il titolo “Se Dio è madre” riprendeva una frase celebre pronunciata nove anni prima da papa Luciani. Mi ero procurato allora una copia in un CD-ROM video, ormai sbiadita dagli anni. Per riprodurla qui ho dovuto riprenderla con la videocamera dallo schermo del televisore. La qualità è appena accettabile ma riguardandola oggi mi è parsa un documento storico significativo non solo sul piano storico e teologico ma anche sotto il profilo dell’emancipazione femminile. Vi basterà ascoltare quello che pensava del semplice sacerdozio femminile il predecessore di Sarah nella cattedra di Londra per comprendere il progresso compiuto dalla Chiesa d’Inghilterra, scismatica ma non protestante. Ascolterete anche l’intervista alla prima donna sacerdote, consacrata nella Chiesa Episcopale degli Stati Uniti e assisterete ad una sua celebrazione nella celebre chiesa di Saint Martin in the Fields, di Trafalgar Square. Buona visione.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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