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Sconsacrare la sofferenza

Friendly female doctor's hands holding patient's hand lying in bed for encouragement, empathy, cheering and support while medical examination. Trust and ethics concept. Bad news lessening and support

***di Massimo Marnetto, 23 novembre 2021

Primo sì del Comitato Etico per l’accesso legale al suicidio assistito per Mario, il nome di fantasia dietro al quale c’è il tetraplegico da anni trafitto da un incessante dolore che i medicinali non riescono ad alleviare. L’uomo è talmente stanco di soffrire, che considera la morte un sollievo. Avrebbe potuto metter fine alle sue pene all’estero, ma ha voluto denunciare l’impossibilità di togliersi la vita in Italia, per farne un caso politico. L’Associazione Luca Coscioni, che lo sostiene in questa sua lotta, prende atto del passo in avanti, ma gli ostruzionismi al suicidio assistito sono ancora diffusi. 

Il più clamoroso è quello della Pontificia Accademia della Vita, che continua a girarsi dall’altra parte invocando l’uso di palliativi – inesistenti – in grado di sedare il dolore apicale. Così la Chiesa, mentre la scienza cerca un rimedio alle sofferenze più estreme, pretende da chi le patisce sopportazione inumana, nel nome della priorità della vita, a prescindere. L’imposizione di questa tortura di testimonianza è blasfema. E uno stato laico non deve subirla, riconoscendo invece ad ogni individuo la piena sovranità corporale. Lo dico anche da credente, che incita da sempre la Chiesa a sconsacrare la sofferenza. 

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