Rom. Operazione verità.

***dal blog di Antonio Sicilia, 5 giugno 2015 – Costruiamo un modo nuovo di fare politica, fondato su un’imponente e #possibile “operazione verità“.

Cominciamo dal contrastare con dati precisi questa assurda percezione della realtà Rom in Italia.

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Una percezione sbagliata che sta fortemente condizionando l’opinione pubblica, costruita ad hoc da certa stampa e certa politica.

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1)Quanti Rom ci sono in Italia?
180 mila = 0,25% della popolazione presente sul territorio nazionale.

2)In Europa l’Italia è il Paese con la più alta presenza di Rom?
Assolutamente no. L’Italia è al 14^ posto nella lista dei Paesi UE per presenza di Rom nel territorio.

3) Ha senso rivolgersi ai Rom dicendo “prima gli Italiani”?
No, è ridicolo. Il 50% di loro ha la cittadinanza italiana.

4) Tutti i 180.000 mila Rom presenti in Italia vivono nei cosiddetti campi?
Assolutamente no.
Solo un 1/4 vive nei campi. Quindi solo 40 mila persone.
I restanti 4/5 vivono in regolari abitazioni.

Grazie a questi dati,forniti dall’ “Associazione 21 luglio”, avete a disposizione le risposte necessarie per frantumare i pregiudizi che quotidianamente vi capita di ascoltare al bar, al lavoro, a scuola, in famiglia.

Sono proprio quelli i luoghi della politica, ed è lì che bisogna disinnescare la bomba della disinformazione.

Loro usano le ruspe, noi usiamo la verità.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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