Risveglio greco

Ferdinando Longoni mi invia l’unico grafico trovato in rete che rappresenti chiaramente la nuova composizione del parlamento greco (fonte: sito di El Pais), accompagnato da un suo commento:
Immagine in linea 2

Tra parentesi i seggi che i partiti avevano avuto nelle precedenti elezioni del 2012.
Syriza, il movimento guidato da Alexis Tsipras che ha più che raddoppiato i propri seggi, è il risultato di una fusione di una quindicina di movimenti radicali di sinistra. Per soli 2 seggi Syriza non conquista la maggioranza assoluta (che è di 151 seggi). Tsipras dovrà quindi accordarsi con almeno un’altra delle forze entrate in parlamento.
Un osservatore ingenuo potrebbe pensare che  l’accordo più naturale dovrebbe essere con i comunisti del KKE. Povero illuso!
Inizialmente circolava la voce di un accordo con i nuovi entrati del To Potami. Le ultime notizie danno invece per certa la formazione di un governo di Tsipras già questa sera con l’appoggio niente popo’ di meno che degli indipendentisti greci (formazione di destra). Il che ha comunque una sua logica, viste le campagne anti austerità condotte da entrambe i movimenti, ma lascia il sospetto che la sinistra storica abbia una certa difficoltà (uso un eufemismo) a catturare e far proprie le esigenze e le sensibilità delle classi medie e proletarie (se è ancora lecito usare questo termine).
Come dire che un eventuale Tsipras italiano (non se ne vedono però in giro) farebbe un accordo con Salvini.
La Spagna spera di avere nel movimento Podemos l’equivalente di Syriza. E noi?
Noi il nostro Tsipras crediamo di averlo trovato in Matteo Renzi che però, invece di accordarsi magari a destra con un partito antisistema, si allea, a destra, con il vero nemico di 20 anni di lotte, ossia Berlusconi. Come se Tsipras, dopo una campagna contro la Nuova Democrazia, avesse deciso di farli propri alleati.
Per ora accontentiamoci di vedere da vicino l’effetto che fa questo risveglio greco.
Nando

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

0 pensieri riguardo “Risveglio greco

  1. Raccomando, soprattutto agli amici, di rimanere sempre critici sulle cose già viste e sentite, e sulle cose invece da fare.
    I seggi di Syriza non raddoppiano, ma passano da 71 del 2012 (27%) , a 99 del 2015 (37%). E arrivano a 149 solo per il premio di maggioranza che in Grecia, dato il sistema proporzionale ad un turno e con soglia di sbarramento al 3%, lo chiamano premio di governabilità ed è di 50 seggi. Questo premio a differenza dell’Italicum, non porta il partito che vince ad avere automaticamente la maggioranza dei seggi. Le cose già viste e sentite ? Così Ettore Livini su la Repubblica del 26.01.2015: “(…)Ai suoi candidati Alexis Sipras ha fatto firmare un codice preciso: si dibatte in comitato centrale, ma in Parlamento si segue la linea della maggioranza…Chi non accetta deve mollare il seggio. «È solo un obbligo morale»…”.!!!
    Le cose invece che rimangono da fare ? Così Stefano Rodotà giorni fa sulla “nuova sinistra italiana”: “(…) un soggetto politico che deve dimenticare le “zavorre” del passato, e i “residui” della storia…ma ci vuole pazienza” ! !! …” n.l.

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