Reintegrati gli autisti sospesi Ilario e Valentino. Una vittoria anche dei firmatari della petizione di Articolo21

foto consegna firme

Se non avessero detto la verità avrebbero potuto denunciarli per diffamazione. E anche solo 58 giorni di sospensione sono davvero troppi per aver detto una verità tutt’altro che misteriosa. Se per difendere la libertà di espressione si dovesse sempre arrampicarsi sul Colosseo…Con un minimo di trasparenza, l’azienda avrebbe potuto limitarsi a una risposta non elusiva in trasmissione. Comunque evviva! La solidarietà in rete ha vinto ancora una volta. Continuiamo a provarci..(nandocan).
***19 novembre 2014 – “La battaglia di PRESADIRETTA e di Articolo21 #iostoconilarioevalentino si conclude oggi con una buona notizia:  Ilario Ilari e Valentino Tomasone sono stati reintegrati dalla Trotta Bus Service dopo 58 giorni di sospensione dal lavoro. Ilario e Valentino, due autisti romani intervistati da Riccardo Iacona nel corso della puntata di PRESADIRETTA del 21 settembre scorso, erano stati sospesi per aver dichiarato con poche semplici parole ciò che è sotto gli occhi di tutti gli utenti del trasporto pubblico della Capitale”. Lo scrive in una nota la redazione di “Presa Diretta”.

A seguito della loro sospensione Riccardo Iacona aveva lanciato sui social network l’hastag #iostoconilarioevalentino e l’associazione Articolo 21 aveva iniziato una raccolta firme a favore del loro reintegro, raggiungendo in brevissimo tempo oltre 60.000 adesioni.  Le firme così raccolte erano poi state consegnate a Guido Improta, assessore alla mobilità del Comune di Roma. La stessa Commissione Mobilità Capitolina ne aveva chiesto il reintegro con una dichiarazione all’unanimità.

Siamo davvero felici che questa vicenda si chiuda con un lieto fine, anche se il reintegro arriva dopo quasi due mesi di grande ansia e preoccupazione per il futuro dei due lavoratori.  In questi due mesi è stato necessario alzare la voce e combattere una vera e propria battaglia di civiltà in difesa della dignità del lavoro.  Ilario e Valentino si sono arrampicati sul Colosseo, abbiamo raccolto decine di migliaia di firme, ne abbiamo parlato in televisione, abbiamo organizzato incontri pubblici.

Grazie a tutti coloro che sui social network si sono mobilitati per sostenere#iostoconilarioevalentino, l’esito di questa battaglia lo dobbiamo anche a loro.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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