Rai: Tgr racconta l’Italia della legalità

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“E’ importante che la  Rai faccia conoscere cio’ che non funziona e per questo vorrei una maggiore aggressivita’ dalle redazioni”. Che il direttore generale esorti i giornalisti ad essere più aggressivi nel mostrare ciò che non funziona vuol dire, come minimo, che la cronaca locale della Tgr si uniforma oggi più facilmente al punto di vista degli amministratori che a quello del comune cittadino. Ben venga allora questa iniziativa sull’Italia della legalità soprattutto se sarà seguita da una presenza più vigile sui tanti episodi di corruzione  che raramente vengono raccontati prima dell’intervento dell’autorità giudiziaria (nandocan).

***da articolo 21, 13 marzo 2015 – “Nella lotta alla criminalita’ sono i  fatti piu’ che le dichiarazioni a fare la differenza, ma raccontare la battaglia quotidiana contro il malaffare e’  importante. Senza pero’ darne una rappresentazione eroica, perche’ questo allontana la gente comune”. E’ lo spirito con cui Daniele Marannano, di Addiopizzo Palermo, ha salutato a nome di tutte le associazioni di volontariato l’iniziativa della Rai “Tgr: L’italia della legalita’”, in programma dal 16 al 20 marzo, presentata a viale Mazzini.

Le 24 redazioni della testata giornalistica regionale della Rai racconteranno il cammino che la societa’ civile e le  istituzioni compiono quotidianamente per affermare la legalita’ come scelta, con inchieste e approfondimenti. Al centro i percorsi di educazione alla legalita’ a scuola e nelle universita’, il mondo dell’associazionismo, la legalità nei Rapporti economici, la ricerca della trasparenza nei rapporti Pubblici e privati, la lotta ai privilegi e alle raccomandazioni.

L’iniziativa avra’ il suo culmine sabato 21 marzo, con una edizione speciale del settimanale della tgr a diffusione nazionale che andra’ in onda dalla casa del jazz a Roma, bene sottratto alla mala, con servizi e collegamenti da ogni parte d’Italia, in particolare da Bologna, dove e’ in programma la manifestazione nazionale di Libera.   

“Saranno mobilitati 800 giornalisti – ha spiegato il direttore della tgr Vincenzo Morgante (nella foto), 24 redazioni saranno impegnate in questa narrazione nel confermare l’impegno del servizio pubblico su questo fronte. Questo racconto e’ un modo concreto per stare al fianco di chi affronta giorno per giorno questo problema. Racconteremo le istituzioni e le scuole, anche con storie minute lontane dai riflettori”. Focus anche su temi d’attualita’ come Expo, la ricostruzione dell’Aquila, gli appalti in Sardegna.

E’ la quinta campagna della Tgr dalla parte dei cittadini – ha aggiunto il dg Rai Luigi Gubitosi. Ci sono dei temi di cui non si parla mai abbastanza e la lotta alla corruzione ed alla mafia e’ uno di questi. E’ importante che la  Rai faccia conoscere cio’ che non funziona e per questo vorrei una maggiore aggressivita’ dalle redazioni”.

“Il ruolo di controllo della stampa e’ fondamentale sia nel mettere in evidenza l’Italia peggiore, perche’ la spazzatura non va messa sotto il tappeto, sia nel racconto delle iniziative positive – ha sottolineato Raffaele Cantone, presidente Autorita’ Nazionale Anticorruzione -. Si deve fare molto contro la corruzione. Si deve parlare di quanto allontani gli investimenti istituzionali e favorisca la fuga dei cervelli, per agire contro la logica della segnalazione e della raccomandazione”. “La grande priorita’ e’ la battaglia per la trasparenza – ha proseguito – sapere quello che fanno le pubbliche amministrazioni e’ la vera grande occasione per invertire il trend sulla criminalita‘”.

“L’informazione e’ alla base di un importante contrasto all’illegalita’ – ha fatto eco Federico Cafiero de Raho, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria -. Iniziative come questa danno speranza ai territori soggiogati dalla criminalita‘”.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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