“Questi”

Dal Corriere della Sera di oggi: “Libia, 130 migranti annegati. Il racconto dalla nave Ocean Viking: «Abbiamo navigato in un mare di cadaveri»”. (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 24 aprile 2021 – “Se la sono cercata”: la frase non vale solo per le donne stuprate, ma anche per i migranti che si mettono in mare e poi annegano. Stavolta sono 130, abbandonati, mentre hanno scaricato il telefonino a forza di mandare richieste d’aiuto. Tutte rimaste inascoltate. Anche dai pescherecci in zona. Che ormai girano a largo dai naufraghi, perché sanno che poi il loro altruismo viene punito dalla burocrazia italiana, con giornate fermi in porto per accertamenti (...così la prossima volta vi fate i fatti vostri, invece di riempirci di “questi”).

La nuova soluzione del problema immigrazione potremmo chiamarla “operazione salme”: si lasciano morire “questi” in mare, così non entrano, non sporcano, non costano. Senza sensi di colpa, perché noi difendiamo i confini della Patria. Certo, c’è la reazione civile, il ruttino dell’Europa e il sospiro di qualcun’altro. Ma è roba da poco, atti dovuti, tristezze formali, recite poco convinte. Che durano un giorno. E fanno venire in mente il narratore dell’ipocrisia nostrana, il grande De André: “…lo Stato che fa? – Si costerna, s’indigna, s’impegna. Poi getta la spugna con gran dignità”.

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