Questa non è politica, è Roma

Marino sindacoAnche se di regola non entro nei bisticci incomprensibili se non addirittura mortificanti del Pd romano, condivido l’invito di carteinregola a cogliere l’opportunità di un momento politico apparentemente unitario sul piano nazionale per mettere definitivamente da parte le risse di corrente e affrontare con decisione il degrado urbanistico, il caos del traffico e della pulizia urbana, eterni simboli di inefficienza dell’ amministrazione capitolina (nandocan)

****da carteinregola, 28 maggio 2014 – Strano modo di reagire, quello del PD romano, all’ incredibile vittoria del centrosinistra alle europee. A leggere i giornali,  si direbbe che il Partito Democratico della Capitale abbia ascritto solo a sé la vittoria, e si trovi nella condizione di “contrattare” con il Sindaco poltrone e spazi nell’inevitabile – dopo le dimissioni di Flavia Barca – rimpasto della  giunta.
A noi sembra  piuttosto ingeneroso, da parte del PD romano,  prendersi tutto il merito del fatto che a Roma il partito abbia guadagnato ancora più punti percentuali: basta immaginare cosa sarebbe successo se  si fosse verificato  il contrario,  con i voti del PD  inferiori  alla media:  un  coro unanime di accuse al Sindaco e alla sua giunta per aver deluso i romani, e la richiesta perentoria di un cambio di passo.
Invece a Roma il PD ha vinto alla grande, ma il cambio di passo viene invocato lo stesso.
Secondo noi nella Capitale,  più che un cambio di passo,  serve  un’accelerazione  verso un profondo rinnovamento della politica, abbandonando una volta per tutte le vecchie logiche spartitorie e trasversali, a cui troppo spesso abbiamo assistito nel nostro presidio in Campidoglio contro le delibere urbanistiche che forse impropriamente abbiamo definito “di Alemanno”. Delibere  urbanistiche che, sospettiamo,  siano dietro al fermento per la (ri)conquista di certi assessorati-chiave, come quello alla Trasformazione urbana, quello al Patrimonio e  quello ai Lavori pubblici.


Non siamo dei politologi, ma tra i motivi della notevole affermazione del Partito Democratico di Renzi  e della lista Tsipras, soprattutto  a Roma,  noi leggiamo  il desiderio dei cittadini di facce nuove, gente che non viene da anni anni  di casta e di carriere partitiche, che non parla il solito politichese e non pratica la solita realpolitik.  Il contrario dei nomi che leggiamo in questi giorni sui quotidiani, tutti  politici PD  da vari lustri sulla breccia, sia tra  quelli che elargiscono dichiarazioni – molti “renziani” convertiti – sia  tra  quelli che aspirano a entrare in giunta. Intendiamoci, aspirazione legittima, ma poco compatibile con lo slogan che tanti consensi ha  dato al Sindaco Marino. “Questa non è politica, è Roma”.
Ecco,  vorremmo che questo inaspettato ulteriore  consenso dalle urne europee venisse valorizzato per tenere ben saldi  al centro del  governo della Capitale  la città, l’interesse pubblico e i diritti.  E  per lasciare fuori i soliti giochetti di bassa cucina politica,  e accantonare per sempre  la logica da “manuale Cencelli” dei partiti e delle correnti, dappertutto, anche  nella gestione delle aziende partecipate e  nella  selezione di dirigenti e amministratori.
Noi cittadini ce l’abbiamo messa tutta, ci siamo fidati. Adesso  la politica migliore faccia la sua parte.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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