Qualcosa di bellissimo sta succedendo in Turchia

Turchia, manifestazioneSmirne, 14 giugno 2013 – Cari amici… voglio ringraziarvi più di tutto per il supporto e il conforto. Noi siamo un po’ più di 80 milioni di cittadini qui nella repubblica della Turchia… e qualcosa di meraviglioso sta succedendo qui. In milioni non hanno dormito nelle trascorse 36 ore; noi siamo nelle strade. Grandi e piccole città, quartieri sono pieni di persone che sanno come verranno trattate. Giovani e anziani, professori, attori, scrittori, lavoratori, tutti sanno che saranno picchiati brutalmente, bombardati con gas lacrimogeni e l’agente.arancio. Questo non è abbastanza per fermare di aiutare chi ha bisogno.

Non era pianificato, noi non l’avevamo organizzato. Noi eravamo tutti seduti nelle nostre stanze guardando in Halk TV e leggendo su Twitter cosa era fatto a dei pacifici manifestanti.

Nessuno di noi ci ha pensato troppo, abbiamo messo le scarpe e abbiamo corso per aiutare. Neanche in molti anni da studente, avevo preso parte ad una manifestazione. Ma questo era così naturale e spontaneo che non pensi più alla tua sicurezza. E’ così strana quest’esperienza… TUTTI SONO UNO…

Cari amici, me e molti milioni di persone sono qui e ora posso dirvi che la sensazione è assolutamente magnifica… Il POTERE e l’UNICITÀ… ed è tutto così semplice e così veloce… solo quando sei stato risvegliato, realizzi, che il potere è sempre stato lì e che l’avevamo semplicemente dimenticato… SVEGLIATEVI… cosa sta succedendo oggi qui, accadrà domani nel tuo paese, il gioco è lo stesso… cosa mi sta affascinando e sconcertando è il potere che abbiamo – il loro sistema è così facile da buttare giù, come una casa di carte da gioco quando ne levi solo una. In Amore

da http://www.rp-online.de/politik/ausland/massendemo-in-izmir-1.2229164

traduzione http://www.dionidream.com/qualcosa-di-bellissimo-sta-succedendo-in-turchia/

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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