“Proteggere i giornalisti, conoscere le verità scomode”. Il 2 luglio convegno al Senato

Le violazioni della libertà di informazione che danneggiano i cittadini. Le minacce, le intimidazioni, l’abuso delle querele per diffamazione. I cronisti sotto attacco. Le proposte per difenderli. Esperienze in Italia e in Europa

giovedì 2 luglio 2015 dalle 14:30 alle 18:30 Senato della Repubblica, Palazzo Madama – Sala Koch Ingresso: Piazza San Luigi de’ Francesi , 9

apre il presidente del Senato, Pietro Grasso, presiede il sen. Sergio Zavoli, partecipa don Luigi Ciotti. Prenderanno la parola: Filippo Carotti (FIEG), Claudio Fava(Commissione Antimafia), Giuseppe Giulietti (Articolo 21), William Horsley (AEJ – Londra), Enzo Iacopino (ODG), Radomir Licina (SEEMO – Belgrado), Lutz Mukke(ECPMF – Lipsia), Ulrike Schmidt (OSCE, Vienna), Lirio Abbate (Ossigeno), Raffaele Lorusso (FNSI), Antonio Martusciello (Agcom), Giuseppe F. Mennella (Ossigeno),Renate Schroeder (EFJ -Bruxelles), Alberto Spampinato (Ossigeno)

 Gli ospiti che intendono partecipare devono registrarsi entro il 30 giugno 2015 inviando nome, cognome ed estremi di un documento di riconoscimento all’indirizzo di posta elettronica segreteria@ossigenoinformazione.it;
 Giornalisti, fotografi e cineoperatori devono seguire le normali prassi di accredito, inviando dati anagrafici, estremi della tessera dell’Ordine e di un documento di riconoscimento all’Ufficio stampa del Senato tramite fax: 06.6706.2947 oppure all’indirizzo di posta elettronica accrediti.stampa@senato.it;

“Il convegno – si legge nella nota di presentazione – coinvolge Associazioni, ONG, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni dei giornalisti e degli editori, rappresentanti di organizzazioni impegnate nel monitoraggio delle intimidazioni in Italia e in altri paesi. Fra gli obiettivi: promuovere in diversi paesi una visione condivisa del problema; discutere la fattibilità di una procedura armonizzata per il monitoraggio di minacce e abusi e per una efficace protezione dei giornalisti d’inchiesta. I risultati saranno sintetizzati in un documento da presentare alle autorità e ai responsabili delle politiche pubbliche a livello nazionale ed europeo”.

“Il documento sarà costruito come un testo aperto per consentire alle organizzazioni di altri paesi di riflettere sul problema e di contribuire con le loro opinioni e proposte. Il Seminario di Roma è la continuazione ideale del workshop di due giorni promosso da Journalismfund.eu che si è svolto dall’8 al 10 maggio 2015 a Bruxelles per lo scambio di esperienze tra giornalisti investigativi e operatori in difesa della libertà dei media ed esperti. Tale seminario ha discusso tre aspetti: 1- far collaborare giornalisti d’inchiesta ed esperti di vari Paesi; 2- come raccogliere e condividere in diverse regioni d’Europa le segnalazioni di minacce e attacchi alla libertà di stampa; 3- come rappresentare in modo credibile le minacce e le violazioni della libertà di espressione nei vari paesi europei con dati confrontabili.

I risultati di entrambi i workshop, quello di Bruxelles e l’altro di Roma, confluiranno in una relazione prodotta da Ossigeno per l’Informazione insieme con Journalismfund per il Centro Europeo per la Libertà di Stampa e dei Media di Lipsia (ECPMF). La relazione sarà presentata a Lipsia alla conferenza organizzata dalla ECPMF dall’8 al 10 ottobre 2015. Inoltre, sarà illustrata all’estero con riunioni bilaterali tra Ossigeno e altre ONG interessate a sviluppare un’attività di monitoraggio sul loro territorio”.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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