Polonizzazione dell’Italia

***di Massimo Marnetto, 23 ottobre 2021

Il percorso della Polonia (e non solo) è indicativo di come si realizza il degrado democratico con l’arrivo al potere della destra dei sovranisti. Vincono, svuotano gli organi costituzionali dei giudici indipendenti per sostituirli con magistrati manovrabili. Sradicano in poco tempo il principio fondante di ogni democrazia: la divisione dei poteri esecutivo, giudiziario, legislativo. La cosa ha messo in allarme la UE, ma la riflessione è: potremmo subire la stessa involuzione democratica se alle prossime elezioni vincesse la destra sovranista?

Da noi, i 15 giudici costituzionali vengono eletti in quote di un terzo ciascuno da Presidente della Repubblica, Camere riunite e alte cariche della Magistratura. Se al Quirinale andasse un signore ostile alla legalità e se il Parlamento avesse una maggioranza schiacciante di destra sovranista, il gioco sarebbe fatto. Con 10 giudici di parte su 15, la Corte Suprema sarebbe addomesticata. E potrebbe cambiare con sentenze dirompenti la Costituzione applicata (“materiale”) con molta più velocità di quanto previsto dalle complesse procedure di modifica (“formale”) della Carta.

Stiamo correndo il rischio di “polonizzazione” dell’Italia, ma pochi ne sono consapevoli. Già la vedo la Meloni ordinare ai suoi giudici di decretare il primato del diritto italiano su quello comunitario, ritenendo i Trattati Europei carta straccia.

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