Più QAnon più Covid. Molto complottismo meno vaccinazioni. Coincidenza?

Piero Orteca su Remocontro, 6 dicembre 2021

Il complottismo produce più pandemia sostiene di fatto il Foglio, pur proponendo la questione come un sospetto. «E prima o poi ci sarà uno studio statistico serio che riuscirà a scoprire se c’è una correlazione tra la percentuale di complottisti in un dato paese e i numeri dei morti, dei contagiati e dei posti occupati in terapia intensiva»

Una connessione tra complottismi e quarta ondata?  

Nessun dato certo ma alcune coincidenze che balzano all’occhio, sostiene Daniele Raineri, fornendo dati da mettere assieme por valutare. «La Germania sta andando peggio di noi, chiude di nuovo ed è anche il paese con la più grande comunità di seguaci della setta di QAnon fuori dagli Stati Uniti». Antivaccinisti schierati. «E’ un caso? Se fossimo complottisti diremmo di no».

Cambridge University Press

Secondo uno studio pubblicato a marzo, il dieci per cento dei tedeschi crede con forza a una qualche teoria del complotto legata alla pandemia e il venti per cento ci  crede fino a un certo punto. Risultato, «Per ora la percentuale di vaccinati con doppia dose in Germania è arrivata al 66 per cento, sei punti di ritardo rispetto alla nostra».

Germania, Regno Unito, Russia e fattore complotto

Vuol dire che se la Germania avesse vaccinato quanto l’Italia oggi ci sarebbero cinque milioni di tedeschi vaccinati in più. «Sono calcoli a spanne che nemmeno dal salumiere», mette le mani avanti Raineri, sottolineando la mille differenze esistenti, ma dato fatto sostenuto dai numeri, «I Paesi dove il complottismo va forte potrebbero essere quelli che in occidente se la cavano peggio».

In culto di QAnon e dati Covid pessimi

Il culto di QAnon ha un seguito forte anche nel Regno Unito e in Finlandia, due paesi che oggi hanno dati pessimi, ma di nuovo: «il ruolo del complottismo nella diffusione della pandemia è offuscato da altri fattori. Il governo inglese ha sfidato le raccomandazioni in senso contrario e ha deciso molto presto per l’azzera – mento delle misure di precauzione contro il virus e la Finlandia ha condizioni ancora diverse e incomparabili».

QAnon e antivaccinismo

«Per chi si chiede quanto c’entrino QAnon e antivaccinismo: c’è una sovrapposizione fortissima tra i segmenti della popolazione vulnerabili a QAnon e quelli vulnerabili ai complotti antivaccinisti, come dimostra uno studio riservato condotto dagli scienziati di Facebook –che ormai dispongono di una mole di dati sull’umanità senza precedenti nella storia».

Non è l’emergenza a creare gli scettici

Non è l’emergenza mondiale a creare gli scettici via social, «Ma è lo stesso tipo umano già suscettibile a QAnon che trova nella pandemia un trigger irresistibile. Nel 2020 l’idea era che il Covid aiutava molto la diffusione dei complottismi perché favoriva l’isolamento e la disinformazione online». Il Covid che aiuta la crescita dei complottisti che ricambiano aiutando molto la diffusione del Covid ostacolando le campagne di vaccinazione.

La sfiducia storica dell’Est

L’Europa dell’est, con i suoi dati disastrosi per quel che riguarda la pandemia, è un buon esempio di questa correlazione. «La sfiducia nel governo ereditata dall’epoca sovietica –sostiene Raineri-, si salda in molti paesi dell’est con i nuovi complottismi sponsorizzati dai partiti populisti contro l’Unione europea e il globalismo». La Russia un caso limite: «la popolazione non si vaccina perché non ha fiducia nel governo e nel vaccino».

Anni di complottismo di stato – commentava il Moscow Times – adesso tornano indietro a farci male.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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