Per riflettere, per ragionare su una nuova idea di sinistra

di Anna Maria Emmeci, dalla Community FB “Articolo Uno per una sinistra larga e progressista con Bersani” , 25 agosto 2021

Perché é in malafede chi asserisce che questa community é cannibalizzata dai grillini? E perché Pierluigi Bersani in primis il più attivo per una prospettiva allargata assieme a una parte della sinistra hanno invece una certa precisa e diversa visione? Per smontare queste illazioni ingiustificate, bisogna fare un passo indietro, rinfrescare la memoria e mettere in ordine le cose.

Personalmente i 5 stelle non li ho mai votati, tuttavia qualcosa di inconsueto é accaduto nella politica italiana con il governo Conte 2, ricordiamolo coalizione composta da M5S, LeU, PD e (IV).
Con questa squadra, almeno con i primi tre, Conte é riuscito inaspettatamente a dimostrare elevate doti di leadership,
mettendo in risalto ogni singolo componente della sua formazione di governo, esaltando senza protagonismi le qualità dei suoi ministri e collaboratori. A iniziare dal ministro della salute Speranza, sempre in primo piano ad informarci quasi quotidianamente su quali strategie,passo dopo passo, il governo adottava per fronteggiare quella catastrofe prodotta dalla più grave crisi sanitaria del nostro tempo.

Conte ha tenuto insieme tutte queste competenze e qualità individuali, lo ha fatto con modestia, con lealtà, totale trasparenza e senso di responsabilità. Qualità che lo hanno reso estremamente apprezzato dalle persone comuni, quelle perbene. Ma a dir poco odiato dal sistema pro neo-liberista, il più spietato, quasi più che dalle destre. ….

Travaglio sui sicari del governo Conte

…. E veniamo ai sicari del governo Conte2 con un passo raccontato bene da Travaglio che scrive:

“ Sono due i protagonisti visibili di questo colpo di Stato silenzioso prolungato nel tempo, che si mascherano da costruttori e sono invece distruttori di professione. Vengono per primi gli esecutori materiali della defenestrazione, cioè Matteo Renzi nelle vesti di sicario metodicamente complice del capo della Lega Matteo Salvini. Ma ancora più letale è il secondo protagonista, che è il mondo della grande stampa (essenzialmente il gruppo Repubblica-La Stampa e Il Corriere, Il Sole-24 Ore e e altri giornali minori come Il Il Foglio, Domani, Il Riformista. Niente li differenzia dai giornali dichiaratamente di destra: il coro è stato unanime).

Renzi ama descrivere se stesso come un politico massimamente astuto, adepto di Machiavelli, inventore di inattese “mosse del cavallo”. In realtà non è affatto un politico e il suo modo di agire non ha nulla a che vedere con Machiavelli. È invece una persona molto interessata ad accumulare ricchezze e a moltiplicarne le fonti (in Italia e fuori), che usa l’etichetta del politico machiavellico per meglio dissimularsi in vista di altre proficue carriere. Niente di quello che dice o che fa durerà più di una giornata: né la parola data né le lealtà né i ragionamenti.

C’è un termine tedesco molto adatto per lui (non per Machiavelli): hochstapler è chi inganna l’interlocutore fingendo la propria appartenenza a una superiore élite sociale. Non si sa bene per conto di chi reciti questa parte, ma di una cosa si può essere relativamente certi: parla in nome di interessi non politici, di fatto è un lobbista egli stesso.

È la persona a cui è proprio meglio non affidare la famosa bicicletta perché te la ripari. I nomi delle lobby e dei poteri che hanno sorretto Renzi nella sua opera di distruzione non sono del tutto chiari ma lo è il loro denominatore comune: sono gli aperturisti a dispetto della pandemia galoppante, le industrie del Nord colpite dalla crisi, la parte nascosta, oscena, della politica visibile, gli intramontabili padroni del vapore. Così Ernesto Rossi definì i potentati economici, industriali, finanziari ed editoriali che appoggiarono il fascismo negli anni Venti e Trenta e che sopravvissero facilmente alla fine del regime.

Di qui l’avversione per Conte, visto come usurpatore perché deciso a esercitare un potere che non doveva appartenergli: non addomesticabile, dunque da silurare al più presto perché l’economia avesse di nuovo il sopravvento sul volere dei cittadini e sul suffragio universale, come sulla scienza e sul primato della salute. Durante il governo gialloverde e ancor più durante la coalizione giallorosa, i principali potentati economici ed editoriali, oggi in buona parte globalizzati – hanno lavorato al logoramento della presidenza Conte e usato Renzi come clava.

Non a caso il leader di Italia Viva ha paragonato gli scienziati e i virologi che ci sono stati accanto durante la pandemia a usurpatori del potere, non diversi dai magistrati che a suo parere rovinarono l’élite politica italiana con l’operazione Mani Pulite negli anni Novanta (intervento al Senato, 30 aprile 2020). Il fiore all’occhiello esibito da questi potentati demolitori è l’aggettivo con cui si presentano senza tema di smentite: sono Migliori”. Altro che Machiavelli, un mero piede di porco atto a scardinare il governo.

Articolo uno e il suo leader

Torniamo ad oggi e del perché sia così importante alla luce di quanto é accaduto salvaguardare l’assetto morale e sociale di questo paese, e garantire alla democrazia di rimanere in buona salute. Una parte della sinistra, in primis Art.1 nella figura del suo leader Pierluigi Bersani, ha compreso bene ogni passaggio di quanto é accaduto dimostrando nei confronti del premier una costante e inesauribile linea di difesa fatta di solidarietà e di verità. Ma ancor meglio ha compreso quale possa essere la strada maestra, fatta oltre che di competenza anche di forze più giovani e rinnovate. E di capacità in termini di innovazione per le sfide che la nostra epoca richiede. Uno scossone al nichilismo e alla crisi che rivelano oggi, purtroppo, partiti importanti ma ormai cristallizzati e sfasciati da una pessima leadership del passato. Vediamo allora che cosa passa per la testa di Bersani, il saggio della politica per eccellenza, il lungimirante e attualissimo Bersani.

Che cosa passa per la testa di Bersani

Pier Luigi Bersani mette in risalto che: «la carrozza di Draghi tira a destra, anche a causa dei problemi all’interno del Centrosinistra. Il volto di MDP ha evidenziato che manca la generosità del Pd nel fare una chiamata per un progetto nuovo e non con inviti tra singoli: A me l’idea del nuovo Ulivo di Letta piace, mi piacciono le Agorà, ma dobbiamo intenderci: è il centrosinistra di Bologna, quello che vogliamo, o quello di Torino?».

L’obbiettivo di Pier Luigi Bersani è quello di Bologna, ovviamente, e #non può non essere coinvolto il Movimento 5 Stelle. Dice: “Io credo che sia impensabile ricostruire un campo largo del progressismo escludendo il M5s. Che sta attraversando una fase difficile proprio perché deve risolversi a scegliere tra una forma movimentista e una forma di partito. E’ in questo che sta la fatica di Giuseppe Conte, non certo nella sua leadership: perché il consenso di cui gode lui e di cui godeva il suo governo è forte ed è reale. Non possiamo perdere un politico come Conte»

Che questa piattaforma decolli io me lo auguro fortemente ma sta a noi vedere oltre, vedere lontano, ragionare con pensieri nuovi proprio come ne é capace Bersani, guardando semplicemente alla verità con mente aperta e pulita e devo dire con grande generosità verso ipotetici alleati, perché lui come Conte sono accomunati da un valore, l’essere leali.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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