Paura del bello

***di Massimo Marnetto, 30 agosto 2021

I talebani proibiscono la musica e la visione del volto delle donne. Cioè la fonte delle emozioni più forti che l’armonia può suscitare. Talmente forti da annullare la paura, l’elemento fondativo e perseverativo di ogni religione fondamentalista.

Il cristianesimo ha avuto momenti simili di mortificazione del “bello che distrae”, con l’imposizione del velo alle donne in chiesa e la loro antica segregazione nei matronei.

Mentre la musica non è stata vietata, ma costretta in un filone sacro – per lo più “gregoriano” – severo nelle voci prevalentemente maschili, in armonia basiche prive di cromatismi e senza l’accompagnamento di strumenti (“a cappella”). Un modo per affermare e negare nello stesso modo il potere emotivo della musica e trasformarlo in un effetto speciale impressionante, con la sua gravità tonale.

L’impatto della laicità con il mondo cattolico ha sciolto questa diffidenza tra elevazione spirituale e piacere dell’armonia. Quanto ci vorrà all’islam più severo per non perseguitare più il bello?

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