Partiti al bivio

***di Massimo Marnetto, 5 ottobre 2021

Le amministrative hanno mostrato molti partiti in transizione. Letta cerca di riportare il PD a sinistra con nuovi propositi di equità (tassa sulle grandi successioni e patrimoniale su grandi proprietà immobiliari). In attesa di liberarsi anche delle scorie renziane, prepara alleanze con i 5 Stelle ‘nuova gestione’. Qui Conte sta lavorando per dare al movimento, disastrato dai furori di Grillo, un’organizzazione di partito, con una decisa virata a sinistra.

Ma la trasformazione più sofferta è quella della Lega, dove Salvini non può più spingere per un partito nazionale, perché altrimenti perde consensi nel profondo Nord. Che non ha mai rinunciato alla secessione, anche se ora si accontenta di quella economica e la chiama ‘autonomia’. Anche la Meloni è a un bivio: o si dichiara antifascista e scarica i Fidanza, investendo il suo capitale di consenso per varare un partito conservatore. Oppure continua nel’ambiguità di sempre, incassando il sostegno di camerati che ostentano razzismo, antisemitismo e disprezzo per la Costituzione.

Sullo sfondo di queste transizioni, c’è Renzi che parla da solo dopo aver perso tutto al gioco, B che in sala trucco sbraita dichiarandosi decisivo e in lontananza s’intravede Casini che si sbraccia per farsi notare da chi cerca un candidato per il Colle, ma nessuno lo vede.

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