Parte il progetto “Luoghi Idea(li)” di Fabrizio Barca

Fabrizio Barca a Cagliari
Fabrizio Barca a Cagliari

9 gennaio 2014 – Ecco, ci siamo: 40.407  mila euro raggiunti in meno di un mese, 460 “crediamo in voi”, 460 “andate avanti”, 460 pacche sulle spalle. La responsabilità è grande, così grande da togliere il fiato. Questa notizia è tanto importante da dover infrangere – sorry – la regola di Lucio, il nostro uomo digitale (“qui ci scrive solo Fabrizio”). E così oggi occupiamo il blog di Barca!

Per una confessione, un mea culpa e un buon proposito. Quando, qualche settimana fa, osservando il crowd funding del figlio biologo (5 mila euro per il suo studio sui cambiamenti faunistici del Belpaese) Fabrizio disse “proviamoci”, alcuni di noi aggrottarono le ciglia: pensar di poter lavorare ancora 10 mesi sostenuti unicamente da una raccolta fondi era – per noi italici poco avvezzi al senso di comunità – un’idea un tantino “originale”. Quel giorno poche certezze, qualche idea, tanti dubbi: lo confessiamo.

Ma col passare dei giorni la comunità ci ha sorpreso, insegnandoci una cosa importante: le nostre convinzioni erano il prodotto di preconcetti fallaci e la verità è, infatti, che non siamo i soli a voler cambiare le cose. Così, in meno di un mese, la cifra è stata raggiunta: voi tutti avete voluto scommettere su di noi. Mancano una ventina di giorni alla chiusura del crowd e, oggi, “rischiamo” di poter proseguire anche più in là di quei 10 mesi.

Questo significa che il progetto di Fabrizio funziona e tra qualche settimana saranno selezionati i circoli con cui lavorare: saranno questi i Luoghi Idea(li), i prototipi da affiancare, incoraggiare e portare come esempio di “buon partito”, a Roma come nelle periferie. L’impresa è fuori dalle righe, quasi anacronistica in questo cinico mondo che non ammette riflessioni. Ma può funzionare. Perché se non si riparte dal territorio, le possibilità di uscire dal tunnel son ben poche.

A tutti voi che ci avete sostenuto credendo in questa “folle” impresa, va il  nostro ringraziamento: faremo il possibile per prenderci cura delle vostre aspettative. Tra poco si comincia, dunque, alla ricerca di quel “partito nuovo” che noi tutti inseguiamo.

Grazie ancora,

Il team di Luoghi Idea(li): Silvia, Lucio; Michela; Mattia; Piergiorgio e Fulvio

PS: Ancora una volta dobbiamo ammettere – sottovoce – che “il capo aveva ragione”. Ma non ditelo a lui.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

0 pensieri riguardo “Parte il progetto “Luoghi Idea(li)” di Fabrizio Barca

  1. PUPPATO, IERI, OGGI E DOMANI.

    Puppato, prima puppattiana autocandidatasi per la premiershiip e per la segreteria del PD, un tonfo. Poi grillina, ma respinta dal M5s, infine civatiana, ma incapace di raggiungere i voti necessari per essere eletta nell’ Assemblea Nazionale del PD. What next? Occhettiana , BARCHIANA o altro? Se, come propone Renzi, il senato verra’ abolito, dove andra’ ? A Bruxelles, cimitero degli elefanti o ritornera’ a Crovetta del Montello?

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