Palestina: 34 organizzazioni internazionali lanciano un appello per il cessate il fuoco e una soluzione duratura per la pace

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***Cessino le azioni militari di tutte le parti in conflitto. Dal 2009, la storia ci ha dimostrato che le operazioni militari hanno fallito nell’intento di portare la pace e la sicurezza per le persone a Gaza e in Israele. Negli anni abbiamo ripetutamente invocato il cessate il fuoco e la protezione dei civili di tutte le parti coinvolte. Purtroppo, questi cessate il fuoco sono stati temporanei e siamo dovuti tornare al soccorso delle vite umane e a programmi di assistenza ed emergenza, per aiutare le persone innocenti a superare il trauma  e ricostruire ogni volta Gaza.
Visto che gli attacchi aerei israeliani su Gaza continuano ad uccidere civili, danneggiare e distruggere case e scuole, acquedotti e poiché i razzi continuano ad essere lanciati da Gaza verso Israele, noi torniamo a chiedere il cessate il fuoco.

Ma non possiamo accettare un semplice ritorno allo status quo.  Devono essere compiuti cambiamenti strutturali affinchè le persone colpite dagli attacchi siano protette dalle violenze e perchè i loro diritti e bisogni siano rispettati e soddisfatti. Tali cambiamenti devono essere tali da assicurare sicurezza per entrambe le parti, la sovranità palestinese ed il rispetto del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani.

Noi organizzazioni firmatarie di questo appello ci rivolgiamo alla Comunità Internazionale per avviare immediatamente questo processo, intensificare gli sforzi per lavorare efficacemente con le parti e concordare soluzioni durature che contribuiscano ad una pace autentica per tutti nella Regione, garantendo sistematicamente la traspareneza e l’accertamento delle responsabilità per le violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani

firmatari dell’appello:
1.     Action Against Hunger (ACF)
2.     ActionAid
3.     American     Friends     Service Committee (AFSC)
4.     CARE
5.     Catholic Relief Services (CRS)
6.     CESVI
7.     DanChurchAid (DCA)
8.     Diakonia
9.     Global Communities
10.   Gruppo  di  Volontariato  Civile (GVC)
11.   Help Age International
12.   Heinrich-Böll-Foundation
13.   HEKS
14.   International Learning Centers (ILC)
15.   Japan  International  Volunteer Center (JVC)
16.   Medical Aid For Palestinians – MAP UK
17.   medico international
18.   Mennonite  Central  Committee (MCC)
19.   Norwegian Church Aid (NCA)
20.   Norwegian People’s Aid (NPA)
21.   Norwegian    Refugee    Council (NRC)
22.   Oxfam
23.   Polish Humanitarian    Action (PAH)
24.   Premiere      Urgence      Aide Medicale Internationale (PU- AMI)
25.   Save the Children
26.   Solidaridad       Internacional- Alianza por la Solidaridad ( SI- APS)
27.   Terres des Hommes Italy (TdH Italia)
28.   Terres des Hommes Lausanne
29.   The Carter Center
30.   The Lutheran World Federation
31.   The  Swedish  Organization  for Individual Relief (SOIR)
32.   Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS)
33.   War Child
34.   World Vision Jerusalem – West Bank- Gaza

Le organizzazioni firmatare sono tutte member dell’Associazione delle Agenzie Internazionali (AIDA), un coordinamento che comprende oltre 70 ONG internazionali operanti in Palestina

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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