Padre Romero: (nostro) Santo subito!

padre_oscar_romero_2Trentacinque anni di attesa per quello che avrebbe dovuto essere annunciato subito. Non dimenticherò mai quei giorni del marzo 1980, lo sdegno di padre David Maria Turoldo, al quale ero molto vicino, per la fredda reazione della Chiesa alla notizia dell’assassinio. La forza evocativa della sua voce tonante: “Non abbiamo un Papa che vada a concludere quella Messa?”. Dieci anni dopo, scrivendo la postfazione al Diario, pubblicato postumo, di Oscar Arnulfo Romero, aggiunse questi bellissimi versi, che accompagno al commento di Nadia Redoglia, apparso ieri su articolo 21: “Chi ti ricorda ancora,/fratello Romero?/Ucciso infinite volte/dal loro piombo e dal nostro silenzio./Ucciso per tutti gli uccisi:/neppure uomo,/sacerdozio che tutte le vittime/riassumi e consacri./Ucciso perché fatto popolo:/ucciso perché facevi/”cascare le braccia ai poveri armati”,/più povero degli stessi uccisi:/per questo ancora e sempre ucciso./Romero, tu sarai sempre ucciso,/e mai ci sarà un Etiope/che supplichi qualcuno/ad avere pietà./Non ci sarà un potente,mai/che abbia pietà,/di queste turbe,Signore?/nessuno che non venga ucciso?/Sarà sempre così,Signore?”.

Padre Turoldo è morto nel ’92. La risposta di Papa Francesco è dedicata anche a lui. (nandocan)

 

***di , 4 febbraio 2015 – «…Per molti anni nella Chiesa siamo stati responsabili del fatto che molte persone vedessero nella Chiesa un’alleata dei potenti in campo economico e politico, contribuendo così a formare questa società d’ingiustizie in cui viviamo. Dio sta parlandoci attraverso gli avvenimenti, le persone. Ci ha parlato attraverso padre Rutilio, padre Navarro [ndt sacerdoti assassinati], i contadini, ecc. Ci parla attraverso la pace, la speranza che sentiamo anche in mezzo a tanti patimenti»

Così scriveva Padre Oscar Romero, vescovo di San Salvador trucidato nel 1980 dai sicari militari mentre alzava il calice dell’Eucarestia.  Per tutti gli uomini di buona volontà, non necessariamente cattolici, fu Santo fin da subito, ma queste voci non vennero mai ascoltate dalla Chiesa che ha sempre preferito algidamente definirlo  “sovversivo”. E’ il termine più spiccio (il più ignobile “è andato dunque a cercarsela”) per chiudere ogni discussione.

Papa Francesco ha deciso di procedere alla sua beatificazione senza attendere “il miracolo canonico” e intende farlo a brevissimo termine, avendo già sottoscritto il decreto di riconoscimento del suo martirio. E’ (un altro) prezioso esempio per lo Stato laico e questo Stato ne ha tantissimo bisogno, visti i martiri che ha raccolto finora…

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

4 pensieri riguardo “Padre Romero: (nostro) Santo subito!

  1. Molto belle le tue parole su Romero. Molto bello il tuo ricordo di Davide Maria Turoldo. E molto bello il commento di Nadia Regoglia. Addirittura sommi i pochi versi del fratello.

      1. Scusami , sono stato poco chiaro, capisco. ,Non ho virgolettato. Ma è il “fratello” Turoldo. Come si definisce con linguaggio ecclesiale – ma non solo – in quei pochi e sommi versi che ignoravo.

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