Osservatorio tg – Funerali di Stato, ravvedimento postumo

I Tg di mercoledì 9 ottobre – I Tg Rai e Tg5 aprono su Lampedusa, nel giorno della visita dell’Europa al suo estremo lembo meridionale. Le contestazioni a Letta e Barroso, ma anche le scuse del premier italiano e la notizia “storica” dei funerali di Stato per le più di trecento vittime dell’isola dei Conigli, sono abbondantemente riprese da tutte le testate. Ottimo stasera il servizio di TGLa7, che evidenzia come l’apertura di Letta alla revisione della Bossi-Fini sia stata dribblata da Alfano. In un mini editoriale a braccio Enrico Mentana chiosa i collegamenti dall’isola con alcune considerazioni sulle contraddizioni della normativa vigente, e sulla condizione schizzata dei profughi-sopravvissuti che per la legge italiana sono dei clandestini da processare. Tg 2 fa in tempo a confermare che nel cdm di serata è stata prolungata la durata dei permessi di soggiorno per i richiedenti asilo.

    L’altro piatto di portata della serata dell’informazione è lo scontro durissimo tra M5S e Quirinale che ha seguito il messaggio  di Napolitano al Parlamento per la valutazione di misure di clemenza , amnistia e indulto, per ovviare al dramma carcerario. Il tema è apertura per TGLa7 che sottolinea come il livello dello scontro in atto non abbia precedenti. Mentana fa intervenire, da posizioni opposte, Giachetti del Pd e Travaglio di M5S. Quello che abbiamo appena scritto non è un lapsus, ma una valutazione di fatto. Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano nel suo intervento assume infatti tonalità analoghe a quelle che Sallusti incarna quando parla di Berlusconi e del Pdl: totale aderenza alle posizioni di Grillo, così come avviene per l’appiattimento su quelle del Cav. L’unica differenza è che nel caso del Giornale vengono eseguite le disposizioni di Arcore, mentre è difficile stabilire se è  Grillo  a suggestionare Il Fatto, o piuttosto il contrario. Il risultato comunque non cambia: Napolitano è il birillo da abbattere. Ma i Tg di serata sono “interessanti” anche per valutare l’accoglienza del tema amnistia per Mediaset. Il caso più esemplificativo è quello di Tg5 che nei confronti di Napolitano  mostra una deferenza inusitata, mentre l’attacco a Grillo è esplicito e reiterato. C’è però un “ma”: ma nessun riferimento è fatto alle dichiarazioni di casa Pd che tendono ad escludere che una eventuale amnistia possa riguardare Berlusconi. Delle odierne ed esplicite dichiarazioni di Epifani – riprese dagli altri Tg –“mancano” infatti le precisazioni sui reati finanziari e sulla situazione giudiziaria del Cavaliere. Bene in evidenza, invece, l’ Alfano che invita il Pd a non “discriminare” il condannato Berlusconi!

Abbandoniamo la politica segnalando che le divisioni interne al Pdl (lo scontro a distanza Bondi- ministri ex-dissidenti ) svaniscono per i Tg di Cologno Monzese, mentre sull’importante voto alla Camera che ha visto la conversione del decreto sul femminicidio solo Tg1 realizza un servizio esteso.

In conclusione una raffica di segnalazioni di buone coperture. Tg 1 presenta un servizio sull’ultima miniera, peraltro agonizzante, attiva ancora nel Sulcis; con Giovanna Botteri dagli States ci fa vedere un inaudito pestaggio di un giovane da parte di poliziotti invasati che gli aizzano contro anche un cane. TgLa 7 sottolinea fin dai titoli la bocciatura del Bel Paese da parte dell’Ocse sui livelli di istruzione e sui consumi di lettura: elementi che fanno dire al Ministro del Lavoro Giovannini che gli italiani risultano inadeguati a incontrare lavori qualificati. Tg3 ci parla del “ritorno al velo” nella Turchia di Erdogan, mentre Tg5 ci delizia con i “trent’anni dello Scarabeo” gioco di parole che – lo confessiamo – non abbiamo mai fatto. Conseguentemente non sapevamo che nel tempo ha cambiato nome, e che ora si chiama Ruzzle.

 

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei TG di martedì 8 ottobre 2013

Tg1 – ore 13:30 3.863.000, 21,93% ore 20:00 5.447.000, 22,15%.
Tg2 – ore 13:00 2.764.000, 17,50% ore 20:30 2.363.000, 8,86%.
Tg3 – ore 14:30 1.908.000, 21,17% ore 19:00 2.386.000, 13,74%.
Tg5 – ore 13:00 3.154.000, 19,70% ore 20:00 5.000.000, 20,29%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.304.000, 18,76% ore 18:30 849.000, 6,41%.
Tg4 – ore 14.00 753.000, 4,43% ore 18:55 887.000, 5,11%.
Tg La7 – ore 13:30 788.000, 4,47% ore 20:00 1.642.000, 6,61%.

Fonte:www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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